Serramentisti e artigiani contro lo sconto in fattura

Cancellare, in fase di conversione, una norma che, alla prova dei fatti, è destinata a creare una domanda di mercato impossibile da soddisfare.

Le aziende della filiera dei serramenti si scagliano contro la cessione degli ecobonus con sconto inserito in fattura, introdotta dall’articolo 10 del decreto crescita (Dl 34/2019). Un intervento che, se applicato sistematicamente, manderebbe in perdita imprese che non hanno la capacità finanziaria e fiscale di gestire questo turnover di interventi e detrazioni.

La norma oggetto di critiche è già operativa dal primo maggio: per tutti gli interventi di efficientamento energetico degli immobili, viene introdotta la possibilità da parte dell’operatore di scontare al suo cliente direttamente in fattura, tra gli altri, l’ecobonus del 50 per cento. Quindi, chi ha diritto alla detrazione può scegliere di non utilizzare lo sconto, come di consueto, in dieci rate ma di ottenere un anticipo da parte del fornitore che, poi, potrà utilizzare il bonus solo in compensazione in un periodo di cinque anni.

Questo assetto ha, però, un difetto di fondo, già sottolineato nelle scorse settimane (si veda Il Sole 24 Ore dell’8 aprile scorso): tende a favorire le grandi imprese che siano fiscalmente ipercapienti, mentre è difficile da applicare per gli altri. Così adesso tutte le associazioni italiane della filiera dei serramenti (Anfit, Cna, Confartigianato, LegnoLegno, EdilegnoArredo, Pvc Forum Italia e Unicmi) denunciano la distorsione. La novità rischia di creare una domanda che non potrà essere soddisfatta.

«Questa misura, apparentemente semplificatoria, se confermata nella conversione del decreto – si legge in una nota congiunta – manifesterà nei fatti la propria aleatorietà». La struttura portante del mercato italiano dei serramenti è costituita, infatti, da migliaia di Pmi con una capienza fiscale che esaurirebbe in pochi interventi la possibilità di anticipare lo sconto del 50%.

Secondo l’analisi degli uffici studi di FederlegnoArredo e Unicmi, infatti, applicando sistematicamente la detrazione in fattura, queste imprese (che, in alcuni casi, realizzano anche più del 50% delle proprie vendite nel mercato della sostituzione degli infissi residenziali) andrebbero matematicamente in perdita. Per questo motivo, le aziende del settore solleciteranno Governo e Parlamento perché, nelle prossime settimane, questa novità sia cancellata, «lasciando al consumatore le possibilità già presenti nella legislazione».

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