ASSEMBLEA ANFIT 2018

ANFIT – Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy convoca la propria Assemblea Ordinaria 2018 il giorno venerdì 20 Aprile 2018 presso la Sala delle Bifore della Delizia del Belriguardo di Voghiera (Ferrara), in Via Provinciale 274. Dalle ore 14:30 l’Assemblea sarà aperta al pubblico. Per informazioni e iscrizioni si prega di contattare […]

ANFIT – Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy convoca la propria Assemblea Ordinaria 2018 il giorno venerdì 20 Aprile 2018 presso la Sala delle Bifore della Delizia del Belriguardo di Voghiera (Ferrara), in Via Provinciale 274.

Dalle ore 14:30 l’Assemblea sarà aperta al pubblico.

Per informazioni e iscrizioni si prega di contattare la Segreteria ANFIT al numero 0532/473492 o via email segreteria@anfit.it.

 

Il luogo dell’Assemblea Ordinaria di ANFIT, la Delizia di Belriguardo, fa parte delle 19 prestigiose residenze, le delizie appunto, dei duchi d’ Este. Voluta dal marchese Niccolò III d’Este nel ‘400 con lo scopo di diventare una residenza estiva di tutta la corte estense e villa di rappresentanza, Belriguardo presenta un ingresso stretto, il primo cortile porticato su tre lati ed il secondo cortile porticato su quattro lati: la tipica pianta di una villa greco orientale edificata secondo il gusto tardo medievale.

La Delizia di Belriguardo è estesa su 40 ettari con giardini meravigliosi, antesignani del “giardino all’italiana” fu la prima Villa di campagna cui seguiranno, le ville medicee in Italia e la stessa Versailles in Francia.
Vi soggiornò anche Lucrezia Borgia, che sposò un Este.

Lo splendore culturale del primo Rinascimento e il mecenatismo portarono a Belriguardo Torquato Tasso, Ludovico Ariosto, architetti e pittori della “scuola ferrarese” come i fratelli Dossi, il Garofalo, Girolamo da Carpi, poi tutto si affievolì con l’annessione di questo territorio allo Stato della Chiesa.

Citata da Goethe nel suo celebre “Viaggio in italia”, la Delizia di Belriguardo fu visitata da altri esponenti del Romanticismo, nonostante il degrado della villa iniziato dopo il trasferimento del casato Estense a Modena.

Quello che resta visibile oggi di questa villa è la torre centrale, dalla quale gli Estensi osservavano gli spettacoli nella peschiera sottostante alimentata dall’acqua del fiume Sandalo, le sei finestre gotiche della fine del ‘400 e la Sala della Vigna dove si svolgono eventi e meta ambita per i matrimoni.

“Il potere e il governo, le arti e le lettere sono gli ambiti coltivati dagli Estensi. Un originale sistema di controllo dei loro possedimenti sono le Delizie, o residenze nobiliari dei duchi, che costellano il centro urbano ed il territorio circostante…Le Delizie, oltre ad assolvere funzioni amministrative, sono favolosi luoghi di svago del principe e della sua corte, per banchetti o battute di caccia.” Con questa motivazione, l’Unesco ha riconosciuto l’importanza storico artistica delle dimore estensi e del paesaggio che le circonda.

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