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Recepimento EPBD IV: mancato inserimento nella legge di delegazione europea

Allarme dal tavolo “Un patrimonio da salvare”: il recepimento della Direttiva EPBD IV non è previsto nel disegno di legge di delegazione europeo 2025.

Com’è ormai noto, la maggior parte della produzione legislativa in questo paese è frutto del recepimento dei contenuti di testi sviluppati in sede di Unione Europea.

Tale processo avviene secondo un iter preciso ed è gestito annualmente tramite la Legge di Delegazione Europea, ossia lo strumento legislativo attraverso il quale il Parlamento delega al Governo l’adozione di misure per recepire direttive europee e attuare altri atti dell’Unione Europea. 

Tale documento, quindi, è evidentemente caratterizzato da grande importanza.

Il 22/07/2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge di Delegazione Europea per il 2025 (clicca qui per consultarlo). Esso contiene, il mandato a recepire le Direttive UE 2023/2225, 2024/1226, 2023/2673, 2023/1544, 2024/884, 2024/1203, 2024/1785, 2024/2831, 2024/2881, 2024/1640, 2024/1174, 2024/1619 e 2024/2841, e ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE 2024/2809.

Come salta all’occhio, in questo elenco non è presente la Direttiva UE 2024/1275, ovvero la EPBD IV o Case Green.

Non potendosi trattare di dimenticanza, resta una sola spiegazione: la scelta politica. Infatti, il recepimento della Direttiva EPBD IV deve avvenire entro Maggio 2026 e per poter rispettare tale scadenza deve necessariamente essere inserita all’interno della Legge di Delegazione Europea 2025.

Il tempo quindi stringe, ma c’è ancora margine di manovra in quanto il testo, essendo allo stato di Disegno di Legge, deve ancora essere approvato da entrambe le Camere (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica), promulgato dal Presidente della Repubblica e, infine, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore

Per far fronte a questa situazione, il tavolo interassociativo “Un patrimonio da salvare” ha diffuso una comunicazione, rivolto sia agli interlocutori istituzionali (Presidenza del Consiglio e Ministeri), sia al settore dell’efficienza energetica in edilizia e al pubblico, in cui si segnala la grave problematica in essere e la necessità di porre rimedio alla mancanza nella Legge di Delegazione Europea.

ANFIT aderisce al tavolo “Un patrimonio da salvare“ e come tale ha convintamente sottoscritto tale documento congiunto, consultabile cliccando qui.

 

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