Ecobonus 2018: drastico taglio per infissi e schermature.

È in atto una manovra neanche tanto mascherata per cancellare le agevolazioni per infissi, schermature e domotica.

È in atto una manovra neanche tanto mascherata per cancellare le agevolazioni per infissi, schermature, domotica. Le conseguenze portate dal nuovo ecobonus sarebbero drammatiche per un settore che si sta appena riprendendo da dieci anni di crisi, dopo aver perso migliaia di posti di lavoro.

Quello che circola non è neanche una bozza di decreto ma sono spezzoni di informazioni fatte circolare da tempo tra la stampa finanziaria e le associazioni coinvolte.

L’ecobonus 2017 ha generato per gli infissi un valore 1,7 miliardi di euro.

In grande sintesi: la spesa detraibile massima per l’installazione di un infisso sarebbe compresa tra i 350 e i 450 euro al metro quadrato di infisso installato e si passerebbe a 180 euro per le schermature solari. Per gli infissi la spesa detraibile massima è di 350€/mq per serramenti installati nelle zone climatiche A,B e C e di 450 euro per quelli installati nelle zone climatiche D, E e F. Per le schermature solari è previsto un massimale di spesa di 180 euro/mq. Sarebbero previsti anche un taglio secco sugli importi massimi di spese detraibili e un notevole aumento della complicazione delle normative tecniche da rispettare.

Le disposizioni del nuovo Ecobonus entrerebbero in vigore solo 90 giorni dopo la data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale lasciando invariate le regolein vigore dal 1° gennaio 2018 fino alla data di attuazione del decreto stesso.

I valori di 350 e 450 euro non sono calati dall’alto. Essi sono previsti da anni dal Conto Termico 2.0 che non ha tuttavia avuto, almeno per gli infissi, un grande successo. Anzi, tutt’altro. Lo stesso Conto Termico 2.0 ha voluto incentivare, ma solo per la Pubblica Amministrazione, l’installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili. Con un contributo pari al 40% per un valore massimo di incentivo pari a 30 mila euro e per un costo massimo ammissibile di 150 euro/mq; che ora salirebbe a 180 euro/mq. Tutti valori molto duri perchè includono la fornitura del prodotto, la progettazione e l’installazione nonché lo smontaggio e la dismissione di infissi e schermature esistenti e le prestazioni professionali connesse alla realizzazione degli interventi.

Conseguenze…

350 e 450 euro di valore massimo ammissibile di spesa per gli infissi significa che è possible portare in detrazione rispettivamente solo 175 euro (Zone A, B e C) e 200 euro (Zone D, E e F). Sembrerebbe un dato equalitario ed accettabile per tutti, tuttavia non è così: sulla base dei dati Enea si capisce la detrazione prevista dalle regole del nuovo Ecobonus è ben più bassa di quello che ci si attende. L’ipotesi alla base del ragionamento è che valgano per l’immediato futuro i dati del 2017 per gli interventi di sostituzione degli infissi in termini di investimenti e di metri quadri sostituiti. Inoltre, partiamo dalla constatazione che gli investimenti per la sostituzione degli infissi non sono uguali per tutti ma variano in base a: zona climatica, tipologia abitativa, tipologia dell’intervento di sostituzione, qualità della proposta tecnologica e commerciale in una certa regione, maturità del comportamento del consumatore finale, la sua capacità di spesa, i prezzi correnti per i prodotti ed altri fattori (progettazione, posa qualificata, ecc.)

Veniamo alle detrazioni. Sempre rifacendosi sui dati Enea 2017 si analizzerà l’impatto della proposta per l’Ecobonus 2018 prendendo in esame due regioni del Nord, due del Centro e due del Sud: Lombardia e Trentino, Lazio e Abruzzo, Sicilia e Puglia. Le spese in euro per gli interventi di sostituzione degli infissi nel 2017 sono state:

Abruzzo 7432

Lazio 6787

Lombardia 8380

Puglia 7500

Sicilia 6994

Trentino 11526

Il dato apparentemente anomale del valore medio degli interventi in Trentino è da attribuirsi alla prevalenza (oltre il 50%) di interventi in edifici isolati e dotati in genere di maggiori superfici trasparenti (16 mq in media a intervento). Di converso i condomini alti più di tre piani degli anni 60, 70, e 80 risultano essere la tipologia abitativa prevalente in Lazio (60,6%), in Puglia (48,2%) e in Sicilia (49%), quindi dotati in genere di superfici trasparenti di meno mq rispetto a Bolzano e Trento. A concorrere al valore medio degli interventi è naturalmente, in ogni singola zona, anche il valore economico degli infissi che viene riportato al metro quadro.

Nella Tabella A sono stati raccolti tutti i dati necessari: numero interventi, valore complessivo delle sostituzioni degli infissi per regione, i metri quadri installati, la superficie media installata per intervento, il valore medio in euro degli interventi, il valore medio degli interventi al metro quadro di infissi e i PIL regionali (al 2015) e il rapporto tra valore dell’intervento di sostituzione degli infissi e PIL pro capite.

Mediante questi dati è possibile verificare l’impatto dell’introduzione del costo massimo ammissibile previsto dalla bozza di decreto.

Si ottiene così la Tabella B in cui sono inseriti i nomi dei capoluogi di regione e delle due province di Trento e Bolzano, le zone climatiche, il costo medio 2017 degli interventi di sostituzione degli infissi, la superficie in mq dei serramenti.

Per ottenere la detrazione da applicare all’intervento va moltiplicato il costo massimo ammissibile previsto per ogni singola zona climatica per i mq dell’intervento (dati Enea 2017) per 0,5 (detrazione del 50%). Tale valore sarà naturalmente da porre in detrazione per dieci anni.

La Tabella B offre anche il costo effettivo dell’intervento al netto dei dieci anni di quota parte di detrazione e, in ultima riga, l’effettiva percentuale di detrazione per la singola regione.

 

 

In conclusione…

L’ultima riga della Tabella B è la più stupefacente: mostra che addirittura gli acquirenti di serramenti a Bari godranno di una detrazione effettiva in dieci anni del 25%, una percentuale esilarante ben inferiore al 36% goduto per tanti anni per le detrazioni sulla casa. Poco meglio in Trentino, dove la detrazione effettiva sale al 31%. Anche in Sicilia e in Lombardia (rispettivamente 34 e 35%) siamo al di sotto del 36% del bonus casa di una volta. Leggermente meglio in Lazio e Abruzzo dova la percentuale di detrazione sale rispettivamente al 40 e al 42%.

I risultati ottenuti mostrano come il meccanismo del valore massimo ammissibile al metro quadro nel campo degli infissi, già dimostratosi inefficace nel campo del Conto Termico 1 e 2,k porti a delle conclusioni paradossali e si riveli generatore di somma ingiustizia.

 

Da Guida Finestra.

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