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Associazioni di settore: le principali distorsioni del DL 11/2023 e una proposta di emendamento

Le Associazioni del settore scrivono al Governo per evidenziare le maggiori distorsioni del DL 11/2023 e proporre un emendamento in merito.

Le Associazioni del settore dei serramenti scrivono al Vice Ministro di Economia e Finanze, al Presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati e a tutti i membri della Commissione stessa per evidenziare le distorsioni causate dal DL 11/2023 e per proporre un emendamento che ne limiti gli effetti negativi più immediati. Di seguito il testo del documento, che puoi scaricare qui:

 

ANFIT, Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, ASSOVETRO, Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro, FEDERLEGNOARREDO, Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento, FINCO, Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni, PVC FORUM ITALIA, Associazione italiana che riunisce le principali aziende di produzione, compoundazione e trasformazione del PVC, i produttori di additivi e di macchine trasformatrici, UNICMI, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, rappresentano l’intero mondo industriale e artigianale dell’involucro edilizio: serramenti, vetrazioni, schermature solari, porte, chiusure oscuranti.

 

Le nostre Associazioni sono estremamente preoccupate per le drammatiche conseguenze che ha portato il DL 16 febbraio 2023, n. 11. I nostri Uffici Studi prevedono, infatti, che l’abolizione immediata delle opzioni di sconto in fattura e delle cessioni dei crediti produrrà, solo per il 2023, un calo fra il 30% e il 40% degli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e di ristrutturazione edile (Bonus-casa) e conseguentemente dei fatturati delle imprese produttrici e della tenuta occupazionale. Il Bonus Casa e l’Ecobonus non hanno registrato alcuno scostamento rispetto alle previsioni di bilancio e hanno un impatto contenuto sull’ammontare complessivo dei crediti generati. Aldilà delle ripercussioni che il DL provocherà, preme portare alla vostra attenzione una grave distorsione applicativa del decreto causata dalla particolarità del nostro settore. Esiste infatti una oggettiva asimmetria di criteri per far salve le operazioni in essere al 17 febbraio.
La fornitura ad un cliente che ha scelto il Bonus Casa o l’Ecobonus con l’opzione dello sconto in fattura necessita infatti di questi passaggi:

  • Preventivo al cliente
  • Accettazione con sottoscrizione del preventivo da parte del Cliente
  • Emissione fattura di acconto e relativo pagamento con bonifico parlante da parte del cliente
  • Ordine dei componenti per la realizzazione della fornitura da parte dell’azienda
  • Costruzione/assemblaggio del prodotto
  • Inizio lavori con firma da parte del cliente della dichiarazione sostitutiva 
  • Emissione fattura di saldo e relativo pagamento con bonifico parlante da parte del cliente

Ebbene, se il termine per accedere all’opzione dello sconto in fattura è da considerarsi il 17 febbraio e se i documenti che, in caso di edilizia libera (ovvero la stragrande maggioranza degli interventi con il Bonus Casa o con l’Ecobonus) da ritenersi essenziali per rispettare il termine del 17 febbraio sono la dichiarazione sostitutiva firmata dal cliente e l’emissione di fattura di saldo e relativo pagamento con bonifico parlante da parte del cliente, migliaia di interventi già concordati e per i quali le aziende si sono già esposte finanziariamente non saranno coperti dalla possibilità di sconto in fattura e le nostre aziende e i consumatori subiranno un grave danno.
A ciò si aggiunga che la maggior parte dei prodotti coinvolti sono costruiti su misura e, per tanto, non sono più rivendibili sul mercato e dunque non riutilizzabili diversamente.
Per ovviare a questa distorsione e, soprattutto, per evitare un danno economico ingente a migliaia di imprese che hanno già pagato forniture non più rivendibili, crediamo sia necessario che, o con un Decreto di urgenza, o al massimo in fase di conversione di Legge del DL 11 sia inserito un emendamento che preveda l’ammissione delle pratiche per interventi usufruenti di Ecobonus o Bonus Casa con opzione dello sconto in fattura che al 17 febbraio 2023 siano stati in possesso di fattura di acconto o di contratto di cessione del credito per l’opzione di sconto in fattura.

 

Traccia per emendamento:

Articolo 2
Comma 1 bis
“Le disposizioni di cui al comma 1 dell’art 2 del D.L. 16 febbraio 2023, n.11, non si applicano alle opzioni relative alle spese sostenute per interventi diversi da quelli di cui all’art 119 del decreto legge n. 34 del 2020. (interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a), b) e d), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; e interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119) che attestino il possesso di fattura di acconto o di contratto di cessione del credito per l’opzione di sconto in fattura antecedenti al 17 febbraio 2023”

 

A vostra disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento sulla questione, vi ringraziamo per l’attenzione e vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Rossi, Presidente Anfit
Walter Da Riz, Direttore Generale Assovetro
Andrea Bazzichetto, Presidente di EdilegnoArredo di FederlegnoArredo
Gianfranco Bellin, Presidente di Assotende di FederlegnoArredo
Angelo Artale, Direttore Generale Finco
Carlo Ciotti, Presidente Pvc Forum Italia
Guido Faré, Presidente Unicmi”

 

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