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Articolo 10 e sconto in fattura. Il punto

Articolo 10 e lo sconto in fattura oggi. Qual è la situazione? Qual è la posizione del Governo, dei partiti al potere e dell’opposizione? Qual è il sentiment prevalente delle aziende del Sistema Casa e del mondo del serramento in particolare così duramente messo a repentaglio dal provvedimento? soprattutto se l’ articolo 10 del Decreto Crescita, scritto così come è, verrà prorogato oltre il termine naturale di legge del 31 dicembre 2019 come vorrebbe il grande inspiratore che tutti additano: Enel e il suo braccio Enel X, che sta già collaborando con un produttore polacco (vedi news). Un interlocutore con il quale peraltro parecchie associazioni stanno parlando per vedere di cogliere, oltre ai vincoli, anche delle opportunità.

Ma veniamo al mondo del serramento. Il sentiment prevalente vola verso l’abrogazione pura e semplice dell’articolo 10, delle sue complessità e insidie, specie per le microimprese, produttori e rivenditori di serramenti. Tutti coloro che fossero tentati dall’idea di incamerare ordini entro fine anno non dimenticano che dietro il mare di carte da leggere e da firmare c’è un mare di responsabilità, L’Agenzia delle Entrate potrebbe, anche a distanza di anni, scoprire un punto di vulnerabilità della pratica della signora Maria che ha chiesto l’ecobonus e lo sconto in fattura e richiedere tutti i soldi indietro più spese e tu vai a portare in tribunale la predetta signora che non pagò l’IMU nel lontano 201X. Va bene se ne esci dopo 15 anni di tribunali amministrativi e civili. Un gran mal di testa solo a pensarci. Da non dormire la notte.

A meno che non emerga che qualcun altro scopra il reato, penale, di sovrafatturazione. Pagare 140 un bene che di solito lo si paga 100 non è cosa da ridere. Per di più il danno erariale è più che evidente. Stando all’attuale articolo 10 del Decreto Crescita lo Stato restituisce al cliente finale non più il 50% diluito in 10 anni ma il 75%, per di più in 5 anni. Quindi: danni raddoppiati per la contabilità generale dello Stato che non ha bisogno di veder aumentato il deficit pubblico. Tutti effetti non calcolati dal generoso ma improvvido spirito che ha ideato il provvedimento e che pensava esso avrebbe dato un “boost” alla languente edilizia. Beata ingenuità!

La platea del Serramentour di Bari

Il sentiment del mondo del serramento lo si è colto benissimo alla affollata prima tappa del Serramentour di Bari. Serramentisti e operatori del settore si sono mostrati compatti nel mostrare la loro condanna e disapprovazione per il provvedimento quando dell’articolo 10 hanno parlato Alessandro Battaglia di CNA, Laura Michelini di Anfit ed Ennio Braicovich di Nuova Finestra, tutti chiedendone la cancellazione. Il suggerimento rivolto dal palco ai nostri politici: se l’articolo 10 è così buono che il Governo proponga di estenderlo al mondo dei concessionari auto, settore notoriamente in crisi nera. Siamo sicuri che ne vedremo delle belle.

Al possibile reato di sovrafatturazione ha accennato anche il tenente colonnello Pietro Romano della Guardia di Finanza nel corso di un apprezzatissimo intervento sui controlli sulla marcatura CE sul mondo dei produttori di infissi e cancelli che ha inchiodato l’audience fino quasi all’ora di cena e sul quale presto ritorneremo.

Insomma il mondo del serramento è compatto e in marcia verso la proroga. Poi, si sa, bisogna pur vivere e vendere. E non è mistero per nessuno che tutti si guardano attorno per scoprire se c’è un’opportunità oltre il problema.

Un certo rumore lo stanno suscitando gli esteri, oltre al già citato produttore (ma i suoi rivenditori non sembrano pronti e stanno ancora studiando le tante carte, da firmare: che la campagna TV si stia rivelando un boomerang creando disappunto tra i clienti?). Abbiamo avuto modo di sbirciare tra le offerte di un rivenditore di un forte produttore rumeno. Eccone i conti.

Partita di serramenti da 10 000 euro, tanto per fare cifra tonda. Mettendo da parte l’IVA (che rimane ancora per molti un mistero poco godurioso), il rivenditore ci mostra sulla stessa pagina un doppio preventivo. Quello normale per l’appunto da 10 000 e quello speciale con lo sconto in fattura che, grazie al magico intervento di una Esco Energy ecc, lievita a 13 700 euro. Così la signora Maria pagherà non 5000, come promesso dalla legge e come ella si immaginava, bensì 6850. Lo Stato in totale non concederà in detrazione 5000€ su 10 anni, ma ben 6850€ su soli 5 anni, come si accennava poco sopra.

Evito il solito discorso sovranista contro gli esteri ma pur sempre comunitari che oggi non ha senso. Tuttavia, come accennavo in un precedente intervento se lo Stato francese o polacco avesse ideato una manovra simile che andava a vantaggio anche di molto svegli produttori esteri, anzitutto, beh avremmo visto le barricate dei serramentisti francesi davanti all’Eliseo e dei polacchi davanti alla presidenza della loro Repubblica.

Ritorno sul concetto di sovrafatturazione. Qualcuno, in messaggi via social, sta tentando convincere i serramentisti ad uscire dai tormenti dell’articolo 10 aumentando i prezzi dei loro prodotti prima del 50% e poi, correggendo il tiro, del 30%. Il reato di sovrafatturazione c’è ed lì. Sono le famose fatture gonfiate, magari per altri scopi. Oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie, la sovrafatturazione è perseguibile anche penalmente.

Chi emette fatture false è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni (art. 8, 1° comma, D. Lgs. 74/00). Non aggiungo altro.

In conclusione: l’ articolo 10 poteva essere una bella opportunità se scritto molto meglio. L’attuale ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli a fine luglio era stato il primo firmatario di un ddl che lo modificava venendo incontro alle aziende (vedi news). Il PD era contro lo sconto in fattura. Gran parte delle forze politiche in Parlamento si sono espresse per l’abrogazione. Le associazioni sta premendo contro. Un suggerimento? Supportiamo il mondo delle associazioni perché si riscriva profondamente l’articolo 10 in modo che esso sia alla portata di tutte le aziende, anche delle microimprese, produttori e rivenditori, o lo si abroghi. Altrimenti si apre il baratro.

a cura di Ennio Braicovich

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