Anfit si racconta tra attività passate e progetti futuri


11 Maggio 2026

Anfit si racconta tra attività passate e progetti futuri

Dagli appuntamenti Anfit in movimento alle case Green, dall’internazionalizzazione al Piano Casa, dal Conto Termico 3.0 ai passaggi generazionali; l’assemblea Anfit è stata una giornata ricca di contenuto

Lo scorso 7 maggio, presso le Cantine Lantieri de Paratico a Capriolo in provincia di Brescia si è tenuta l’Assemblea Ordinaria Anfit. Una giornata pensata per fare il punto sulle attività dell’associazione e per condividere alcuni temi utili per il settore, tra cui internazionalizzazione, comunicazione e operazioni strategiche per la crescita delle imprese.

Come sempre suddivisa in parte privata e pubblica, l’Assemblea annuale Anfit 2026 è stata un’occasione importante di confronto e condivisione per i propri associati.

Durante la sessione a porte chiuse della mattina sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’associazione per fare in punto sulle azioni promosse da Anfit nell’ultimo anno e mezzo, in particolare il progetto “Anfit in Movimento”: meeting organizzati presso gli associati dedicati a clienti e progettisti; ma anche il costante lavoro fatto a livello di lobby politica, oltre al presidio dei tavoli tecnici normativi e l’opportunità messa a disposizione del Piano Casa con la realizzazione di 100 mila alloggi in dieci anni (60 mila in riqualificazione e 40 mila nuovi in housing sociale)

Case Green e il coinvolgimento di Anfit da parte del MIMIT

Secondo il presidente Marco Rossi, il tema che ha suscitato maggiore interesse è stato il resoconto del coinvolgimento di Anfit da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) al fine di raccogliere indicazioni utili da inserire all’interno del Piano Case Green. Ora l’associazione si aspetta un invito da parte del Ministero a comparire a un tavolo di confronto per fare una sintesi e definire un piano operativo che riguardi l’involucro edilizio nella sua totalità e coinvolga, quindi, tutta la filiera.

Conto Termico 3.0: una piattaforma per gli associati

Nel pomeriggio è stato fatto il punto sul Conto Termico 3.0 con l’aggiornamento di una piattaforma dedicata agli associati spiegata da Ivan Fornabaio di Never srl e dall’avvocato di Deloitte Daniela Rubeo moderati da Andrea Martellucci, credit manager e consulente Anfit. Uno strumento utile per simulare differenti casistiche e raccogliere quante più informazioni possibile, al fine di raggiungere una maggiore consapevolezza durante le trattative con i clienti. Martellucci ha sottolineato l’utilità della piattaforma, un vero e proprio strumento commerciale. Il conto termico è un bonus più complicato di quelli a cui siamo stati abituati fino ad ora ed è fondamentale vincere la diffidenza iniziale per poter beneficiare dei suoi effetti in maniera ottimale e a lungo termine.

Internazionalizzazione, dalla fiera Case Italy al Nordafrica

Laura Michelini, direttore generale Anfit e presidente Case Italy ha raccontato l’esperienza dei due appuntamenti fieristici del 2025 e del 2026, dando appuntamento al 2028 con la speranza di un coinvolgimento ancora maggiore delle aziende e un’attenzione particolare al concetto del Made in Italy. Concetto fondamentale anche quando si parla di internazionalizzazione e di tutti quei progetti portati avanti ormai da tempo in diversi Paesi in via di sviluppo. In particolare, il “Progetto Casablanca” e il “Progetto Senegal”. Quest’ultimo spiegato da Andrea Bulgarelli, consulente Case Italy, che ha parlato di una nazione in forte espansione con esigenze importanti e specifiche nel contesto abitativo, che non cerca solo fornitori ma vere competenze e partnership a lungo termine per costruire il futuro. Bulgarelli ha presentato la “Cittadella Industriale di Thiès”, un modello produttivo, industriale e abitativo replicabile in tutto il Paese.

Operazioni straordinarie e passaggi generazionali per le PMI

Decisamente interessante e ricco di spunti l’intervento dell’avvocato Annalisa Callarelli, partner di SCLA Avvocati e presidente di WSO Advisor, che ha parlato di operazioni straordinarie per le PMI come leva strategica per la crescita e il passaggio generazionale.

“Le PMI italiane sono l’eccellenza del Made in Italy. Le operazioni di acquisizione e fusione sono cresciute del 119% nel 2025 e sono ormai considerate uno strumento di creazione di valore. Due aziende che si fondono non sono la somma delle due ma un’evoluzione di entrambe. Non è più il tempo degli imprenditori furbi ma dagli imprenditori evoluti” ha dichiarato l’avvocato Callarelli.

Operazioni fondamentali anche per il passaggio generazionale che è spesso complicato e diventa un problema non solo per l’azienda ma per l’intero Paese.

Comunicazione e networking

È intervenuto, infine, Michele Celeghin, giornalista del sito Cosmoserr – voce online dell’associazione – che ha sottolineato il valore della comunicazione nel percorso di crescita delle aziende e dell’associazione stessa.

La giornata di lavori si è conclusa con una visita alla cantina Lantieri de Paratico che ha ospitato l’assemblea e un aperitivo in terrazza.

La UE richiama 19 paesi sul Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici

20 Aprile 2026

GuidaFinestra pubblica un articolo dedicato alla procedura di richiamo UE in merito ai piani nazionali di ristrutturazione degli edifici sui cui ANFIT si era espressa in precedenza.

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti di 19 stati membri, tra cui l’Italia, per il mancato invio entro il 31 dicembre scorso del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, previsto dalla Direttiva EPBD, nota anche come Direttiva Case green

La Direttiva EPBD rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo e introduce nuovi strumenti di pianificazione per guidare la transizione energetica degli edifici. L’obiettivo è la progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, con target intermedi di riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali pari al -16% entro il 2030 e al -20/22% entro il 2035. Una quota rilevante di questi risultati dovrà essere conseguita attraverso la riqualificazione degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche, con importanti ricadute per la filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e dell’energia.

Il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici è un passaggio strategico nell’attuazione delle politiche europee per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione del settore edilizio. Rappresenta un documento chiave con cui ogni stato deve definire la propria strategia di lungo periodo. Il Piano deve includere obiettivi nazionali di riduzione dei consumi energetici, una strategia per la riqualificazione degli edifici più energivori, strumenti finanziari e meccanismi di incentivazione e una mappatura aggiornata dello stato energetico del patrimonio edilizio.

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguarda il recepimento e l’applicazione coerente delle norme EPBD, necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, che oggi sono responsabili di circa il 40% dei consumi energetici e di una quota significativa delle emissioni di CO2.

Allinearsi alle direttive europee implica interventi coordinati su regolamenti edilizi, norme tecniche, sistemi di certificazione energetica e politiche di incentivazione, con impatti diretti su imprese, investitori e operatori del mercato immobiliare.

Nel pacchetto di decisioni sulle infrazioni pubblicato l’11 marzo 2026, la Commissione ha formalizzato l’inadempienza, inviando agli Stati interessati una lettera di costituzione in mora. I paesi coinvolti hanno ora due mesi di tempo per trasmettere il progetto di Piano nazionale o fornire osservazioni ufficiali, evitando l’inasprimento della procedura e sanzioni successive.

Al riguardo avevamo pubblicato una dichiarazione di Marco Rossi, presidente di ANFIT.

Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

25 Marzo 2026

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici riporta al centro il tema delle Case Green. ANFIT interviene nel dibattito sottolineando l’importanza di una strategia nazionale chiara per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

L’intervento di ANFIT

Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

Conto Termico 3.0: la situazione post sospensione del portale e il rafforzamento del servizio ANFIT

Conto Termico 3.0: la situazione post sospensione del portale e il rafforzamento del servizio ANFIT

Da quando se n’è iniziato a parlare, ormai quasi due anni fa, tutta filiera dell’efficientamento energetico ha fatto grande affidamento sullo strumento del Conto Termico 3.0.

Abbiamo affrontato il tema in più riprese: dal confronto tra il Conto Termico 2.0 e la nascente nuova versione (clicca qui), al sollecitare le amministrazioni regionali sul tema (clicca qui), dagli incontri Associativi con i referenti politici per promuovere un’adeguata attuazione della misura (clicca qui), alla pubblicazione del Decreto istitutivo della misura (clicca qui), dai webinar di presentazione dei contenuti della misura rivolti agli Associati (clicca qui e qui), fino all’operatività della piattaforma messa a disposizione da ANFIT per gli Associati al fine di intercettare al meglio la nuova misura (clicca qui).

A tutto questo lungo iter, è recentemente seguita la notizia della sospensione dell’operatività del Portaltermico da parte del GSE a causa della mole particolarmente elevata di richieste di incentivo ricevute. Infatti, dal 2 Febbraio (data di apertura del Portaltermico) al 3 Marzo (data di sospensione dell’operatività) sono pervenute domande per incentivi di ammontare pari a 1,3 miliardi di euro a fronte di una dotazione complessiva della misura pari a 900 milioni.

La sospensione ha spiazzato operatori e clienti, che dopo aver atteso la misura per due anni si sono ritrovati ad avere a disposizione un solo mese di tempo per svolgere pratiche che, se gestite con la dovuta accuratezza, richiedono tempi tecnici non immediati.

A due settimane di distanza dalla notizia, durante le quali ANFIT ha interloquito attivamente con il GSE e con i referenti politici, possiamo analizzarla e valutarla in maniera puntuale.

Si parte dal fatto che la sospensione è avvenuta in via prudenziale: dato l’elevato afflusso di pratiche, e non avendo la possibilità di poterle approfonditamente controllarle in tempo reale, il GSE si è riservato del tempo per poter verificare due aspetti fondamentali: la distribuzione delle domande ricevute e la conformità delle stesse. Da una prima analisi, infatti, emerge come in relazione al primo aspetto l’85% delle pratiche pervenute siano afferenti al mondo della PA, mentre in relazione al secondo una larga fetta delle domande risulti incompleta e non conforme.

Combinando tali considerazioni con alcuni importanti aspetti alla base della misura:

  • mondo pubblico e il mondo privato presentano plafond separati;
  • non è possibile ripresentare in tempi brevi domande respinte;
  • la dotazione economica è rifinanziabile;
  • l’intenzione del decisore politico di renderla strutturale;

e tenendo conto del fatto che l’indicazione da parte del GSE in merito al fatto che saranno necessarie circa 4 settimane per processare le pratiche pervenute durante il primo meso di operatività della misura e riaprire il portale, si può affermare quanto segue:

  • alla riapertura della piattaforma sarà ancora disponibile plafond destinato al mondo dei privati e delle imprese;
  • eventuali pratiche che non risulteranno caricabili in questa fase potranno essere elaborate in relazione alle prossime tornate di fondi;
  • data la prospettiva strutturale della misura, il tempo dedicato a familiarizzare con piattaforme e procedure non sarà in ogni caso da considerarsi vano, in quanto clienti e operatori dovranno comunque far riferimento a tale strumento nel prossimo futuro.

In questo contesto, ANFIT sceglie di rilanciare. Alle attività più usuali in ambito di Conto Termico 3.0 – come webinar e consulenza a distanza – si affianca un nuovo servizio pensato per le esigenze attuali: l’assistenza in presenza, convenzionata (prezzo bloccato) e dedicata, a cura del Credit manager ANFIT, Dott. Andrea Martellucci.

Il servizio può svolgersi in azienda o consistere in un affiancamento esecutivo presso i decisori (clienti privati o figure istituzionali della PA quali Sindaci, Assessori, ecc.).

L’obiettivo è supportare e formare serramentisti e collaboratori, anche dell’area vendite, che non hanno ancora approfondito la normativa e le sue implicazioni operative, fornendo strumenti concreti e illustrando il supporto economico già disponibile per il Conto Termico 3.0, così da cogliere al meglio le opportunità di questa fase.

Infrazione UE su EPBD 4: l’Italia non presenta il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia

12/03/2026

L’Italia, insieme a 18 altri Stati membri, è stata coinvolta nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea per non aver rispettato la scadenza del 31 dicembre 2025 per la presentazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) fondamentale per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica del settore edilizio europeo. Il Paese ha ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora.

La Commissione Europea ieri ha avviato una nuova serie di procedimenti di infrazione contro 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per non aver rispettato la scadenza della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD 4). 

Il Bel Paese, seppur in “buona” compagnia, non ha infatti presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), un documento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 nel comparto.

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) e la Direttiva EPBD 2024

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), che doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2025, è uno degli strumenti centrali della Direttiva EPBD 2024/127, meglio conosciuta come la Direttiva delle “Case Green”, perché essenziale per trasformare l’intero parco immobiliare europeo, rendendolo a basse emissioni di carbonio e ad alte prestazioni energetiche entro il 2050.

L’adozione del Piano permette ai Paesi membri di pianificare un percorso di ristrutturazione a lungo termine, identificando priorità, investimenti e tecnologie necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Inoltre, garantisce la creazione di “pipelines” di ristrutturazione prevedibili, fondamentali per attrarre investimenti e supportare le imprese del settore edilizio.

La sua mancata presentazione mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in termini di efficienza energetica e decarbonizzazione. 

La presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati.

Le implicazioni dell’infrazione per l’Italia e gli altri Stati Membri

La mancata presentazione del NBRP da parte dell’Italia, insieme ad altri Paesi come Germania, Francia e Spagna, comporta un rischio concreto per il futuro del settore edilizio. La Commissione Europea ha già inviato le lettere di costituzione in mora, dando due mesi di tempo ai Paesi coinvolti per fornire le informazioni richieste. Se la risposta non sarà soddisfacente, l’UE potrà avviare un parere motivato e, successivamente, applicare sanzioni economiche più severe. 

La transizione energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio, soprattutto in un periodo di forte incertezza, rappresentano, infatti, una leva strategica per l’efficienza energetica, la riduzione dei costi e la promozione di soluzioni tecnologiche avanzate.

Le reazioni delle Associazioni di settore

Le associazioni che rappresentano il settore edilizio e le tecnologie per l’efficienza energetica, come ASSITES e ANFIT, sollecitano un’accelerazione delle politiche di riqualificazione energetica. Entrambe le associazioni sottolineano che la mancata attuazione di una strategia nazionale chiara e la continua incertezza sugli incentivi sono fattori che ostacolano la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano.

ASSITES, in particolare, ha evidenziato come le schermature solari possano giocare un ruolo centrale nel ridurre il fabbisogno energetico estivo degli edifici e nel migliorare il comfort abitativo. “Le schermature solari rappresentano una tecnologia passiva chiave per ridurre i consumi energetici in modo immediato, contribuendo agli obiettivi di efficienza energetica e decarbonizzazione“, ha dichiarato Fabio Gasparini, presidente di ASSITES.

Allo stesso modo, ANFIT ha sottolineato come il settore dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio sia una delle aree più promettenti per ridurre le dispersioni energetiche e migliorare le prestazioni globali degli edifici. La creazione di un piano nazionale chiaro e stabile, che integri tecnologie innovative, è considerata essenziale per stimolare gli investimenti e orientare il settore verso obiettivi concreti di sostenibilità. 

L’Italia è chiamata a rispondere rapidamente all’infrazione e a presentare un piano solido per la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio. Il governo italiano dovrà collaborare con tutte le parti coinvolte, dai progettisti alle aziende, per costruire una strategia coerente e ben strutturata. 

Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Marco Rossi presidente di ANFIT – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese”

Redazione

13 Marzo 2026

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” ha riacceso il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Come abbiamo riportato stando a quanto comunicato dalla Commissione UE, l’Italia Paese – insieme ad altri 18 Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

Su questo tema è subito intervenuta ANFIT– Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy – che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia – ha dichiarato Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl -. La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – ha concluso Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».