Ogni 15 Aprile si celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy e ANFIT promuove con convinzione questa celebrazione.
Continue readingConto Termico 3.0: da oggi il ritorno all’operatività
A partire da oggi, 13 Aprile, il GSE rende nuovamente operativo il Conto Termico 3.0. ANFIT mette a disposizione degli Associati tutti gli strumenti necessari.
Continue readingConto Termico 3.0: riattivazione prevista per il 13 Aprile
La riattivazione della procedura per accedere al Conto Termico 3.0 viene indicata per il 13 Aprile prossimo. ANFIT è pronta con tutti gli strumenti a disposizione degli Associati.
Continue readingProcedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT
25 Marzo 2026

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici riporta al centro il tema delle Case Green. ANFIT interviene nel dibattito sottolineando l’importanza di una strategia nazionale chiara per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio
La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.
L’intervento di ANFIT
Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.
«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».
Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.
«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».
ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.
«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».
Conto Termico 3.0: la situazione post sospensione del portale e il rafforzamento del servizio ANFIT
Da quando se n’è iniziato a parlare, ormai quasi due anni fa, tutta filiera dell’efficientamento energetico ha fatto grande affidamento sullo strumento del Conto Termico 3.0.
Abbiamo affrontato il tema in più riprese: dal confronto tra il Conto Termico 2.0 e la nascente nuova versione (clicca qui), al sollecitare le amministrazioni regionali sul tema (clicca qui), dagli incontri Associativi con i referenti politici per promuovere un’adeguata attuazione della misura (clicca qui), alla pubblicazione del Decreto istitutivo della misura (clicca qui), dai webinar di presentazione dei contenuti della misura rivolti agli Associati (clicca qui e qui), fino all’operatività della piattaforma messa a disposizione da ANFIT per gli Associati al fine di intercettare al meglio la nuova misura (clicca qui).
A tutto questo lungo iter, è recentemente seguita la notizia della sospensione dell’operatività del Portaltermico da parte del GSE a causa della mole particolarmente elevata di richieste di incentivo ricevute. Infatti, dal 2 Febbraio (data di apertura del Portaltermico) al 3 Marzo (data di sospensione dell’operatività) sono pervenute domande per incentivi di ammontare pari a 1,3 miliardi di euro a fronte di una dotazione complessiva della misura pari a 900 milioni.
La sospensione ha spiazzato operatori e clienti, che dopo aver atteso la misura per due anni si sono ritrovati ad avere a disposizione un solo mese di tempo per svolgere pratiche che, se gestite con la dovuta accuratezza, richiedono tempi tecnici non immediati.
A due settimane di distanza dalla notizia, durante le quali ANFIT ha interloquito attivamente con il GSE e con i referenti politici, possiamo analizzarla e valutarla in maniera puntuale.
Si parte dal fatto che la sospensione è avvenuta in via prudenziale: dato l’elevato afflusso di pratiche, e non avendo la possibilità di poterle approfonditamente controllarle in tempo reale, il GSE si è riservato del tempo per poter verificare due aspetti fondamentali: la distribuzione delle domande ricevute e la conformità delle stesse. Da una prima analisi, infatti, emerge come in relazione al primo aspetto l’85% delle pratiche pervenute siano afferenti al mondo della PA, mentre in relazione al secondo una larga fetta delle domande risulti incompleta e non conforme.
Combinando tali considerazioni con alcuni importanti aspetti alla base della misura:
- mondo pubblico e il mondo privato presentano plafond separati;
- non è possibile ripresentare in tempi brevi domande respinte;
- la dotazione economica è rifinanziabile;
- l’intenzione del decisore politico di renderla strutturale;
e tenendo conto del fatto che l’indicazione da parte del GSE in merito al fatto che saranno necessarie circa 4 settimane per processare le pratiche pervenute durante il primo meso di operatività della misura e riaprire il portale, si può affermare quanto segue:
- alla riapertura della piattaforma sarà ancora disponibile plafond destinato al mondo dei privati e delle imprese;
- eventuali pratiche che non risulteranno caricabili in questa fase potranno essere elaborate in relazione alle prossime tornate di fondi;
- data la prospettiva strutturale della misura, il tempo dedicato a familiarizzare con piattaforme e procedure non sarà in ogni caso da considerarsi vano, in quanto clienti e operatori dovranno comunque far riferimento a tale strumento nel prossimo futuro.
In questo contesto, ANFIT sceglie di rilanciare. Alle attività più usuali in ambito di Conto Termico 3.0 – come webinar e consulenza a distanza – si affianca un nuovo servizio pensato per le esigenze attuali: l’assistenza in presenza, convenzionata (prezzo bloccato) e dedicata, a cura del Credit manager ANFIT, Dott. Andrea Martellucci.
Il servizio può svolgersi in azienda o consistere in un affiancamento esecutivo presso i decisori (clienti privati o figure istituzionali della PA quali Sindaci, Assessori, ecc.).
L’obiettivo è supportare e formare serramentisti e collaboratori, anche dell’area vendite, che non hanno ancora approfondito la normativa e le sue implicazioni operative, fornendo strumenti concreti e illustrando il supporto economico già disponibile per il Conto Termico 3.0, così da cogliere al meglio le opportunità di questa fase.
Procedura d’infrazione Ue e direttiva Case Green
YouBuild da notizia del comunicato stampa ANFIT dedicato alla procedura di infrazione UE dedicata alla Direttiva Case Green.
Continue readingInfrazione UE su EPBD 4: l’Italia non presenta il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia
12/03/2026
L’Italia, insieme a 18 altri Stati membri, è stata coinvolta nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea per non aver rispettato la scadenza del 31 dicembre 2025 per la presentazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) fondamentale per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica del settore edilizio europeo. Il Paese ha ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora.

La Commissione Europea ieri ha avviato una nuova serie di procedimenti di infrazione contro 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per non aver rispettato la scadenza della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD 4).
Il Bel Paese, seppur in “buona” compagnia, non ha infatti presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), un documento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 nel comparto.
Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) e la Direttiva EPBD 2024
Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), che doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2025, è uno degli strumenti centrali della Direttiva EPBD 2024/127, meglio conosciuta come la Direttiva delle “Case Green”, perché essenziale per trasformare l’intero parco immobiliare europeo, rendendolo a basse emissioni di carbonio e ad alte prestazioni energetiche entro il 2050.
L’adozione del Piano permette ai Paesi membri di pianificare un percorso di ristrutturazione a lungo termine, identificando priorità, investimenti e tecnologie necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Inoltre, garantisce la creazione di “pipelines” di ristrutturazione prevedibili, fondamentali per attrarre investimenti e supportare le imprese del settore edilizio.
La sua mancata presentazione mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in termini di efficienza energetica e decarbonizzazione.
La presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati.
Le implicazioni dell’infrazione per l’Italia e gli altri Stati Membri
La mancata presentazione del NBRP da parte dell’Italia, insieme ad altri Paesi come Germania, Francia e Spagna, comporta un rischio concreto per il futuro del settore edilizio. La Commissione Europea ha già inviato le lettere di costituzione in mora, dando due mesi di tempo ai Paesi coinvolti per fornire le informazioni richieste. Se la risposta non sarà soddisfacente, l’UE potrà avviare un parere motivato e, successivamente, applicare sanzioni economiche più severe.
La transizione energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio, soprattutto in un periodo di forte incertezza, rappresentano, infatti, una leva strategica per l’efficienza energetica, la riduzione dei costi e la promozione di soluzioni tecnologiche avanzate.
Le reazioni delle Associazioni di settore
Le associazioni che rappresentano il settore edilizio e le tecnologie per l’efficienza energetica, come ASSITES e ANFIT, sollecitano un’accelerazione delle politiche di riqualificazione energetica. Entrambe le associazioni sottolineano che la mancata attuazione di una strategia nazionale chiara e la continua incertezza sugli incentivi sono fattori che ostacolano la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano.
ASSITES, in particolare, ha evidenziato come le schermature solari possano giocare un ruolo centrale nel ridurre il fabbisogno energetico estivo degli edifici e nel migliorare il comfort abitativo. “Le schermature solari rappresentano una tecnologia passiva chiave per ridurre i consumi energetici in modo immediato, contribuendo agli obiettivi di efficienza energetica e decarbonizzazione“, ha dichiarato Fabio Gasparini, presidente di ASSITES.
Allo stesso modo, ANFIT ha sottolineato come il settore dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio sia una delle aree più promettenti per ridurre le dispersioni energetiche e migliorare le prestazioni globali degli edifici. La creazione di un piano nazionale chiaro e stabile, che integri tecnologie innovative, è considerata essenziale per stimolare gli investimenti e orientare il settore verso obiettivi concreti di sostenibilità.
L’Italia è chiamata a rispondere rapidamente all’infrazione e a presentare un piano solido per la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio. Il governo italiano dovrà collaborare con tutte le parti coinvolte, dai progettisti alle aziende, per costruire una strategia coerente e ben strutturata.
Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT
«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Marco Rossi presidente di ANFIT – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese”
13 Marzo 2026

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” ha riacceso il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Come abbiamo riportato stando a quanto comunicato dalla Commissione UE, l’Italia Paese – insieme ad altri 18 Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.
Su questo tema è subito intervenuta ANFIT– Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy – che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia – ha dichiarato Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl -. La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».
Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.
«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».
ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.
«Ci auguriamo – ha concluso Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».
Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT
Il presidente Marco Rossi: “Serve chiarezza e un piano nazionale che sostenga davvero la riqualificazione energetica”
La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.
Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.
«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».
Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.
«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».
ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.
«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».
Chi è ANFIT
ANFIT, Associazione nazionale che tutela la finestra Made in Italy, promuove finestre di qualità, pensate, progettate e realizzate interamente in Italia da aziende italiane, controllando e garantendo che siano rispettati i ristretti criteri di qualità, di sicurezza, di tutela dell’ambiente e di risparmio energetico per la soddisfazione del consumatore.
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ANFIT in movimento: il 23 Gennaio al Museo Ferrari di Maranello la prima tappa 2026
ANFIT in movimento è il un tour che porta l’Associazione a organizzare seminari tecnici accreditati presso numerose provincie italiane.
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