Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

25 Marzo 2026

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici riporta al centro il tema delle Case Green. ANFIT interviene nel dibattito sottolineando l’importanza di una strategia nazionale chiara per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

L’intervento di ANFIT

Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

Infrazione UE su EPBD 4: l’Italia non presenta il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia

12/03/2026

L’Italia, insieme a 18 altri Stati membri, è stata coinvolta nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea per non aver rispettato la scadenza del 31 dicembre 2025 per la presentazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) fondamentale per la decarbonizzazione e l’efficienza energetica del settore edilizio europeo. Il Paese ha ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora.

La Commissione Europea ieri ha avviato una nuova serie di procedimenti di infrazione contro 19 Stati membri, tra cui l’Italia, per non aver rispettato la scadenza della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD 4). 

Il Bel Paese, seppur in “buona” compagnia, non ha infatti presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), un documento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 nel comparto.

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) e la Direttiva EPBD 2024

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP), che doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2025, è uno degli strumenti centrali della Direttiva EPBD 2024/127, meglio conosciuta come la Direttiva delle “Case Green”, perché essenziale per trasformare l’intero parco immobiliare europeo, rendendolo a basse emissioni di carbonio e ad alte prestazioni energetiche entro il 2050.

L’adozione del Piano permette ai Paesi membri di pianificare un percorso di ristrutturazione a lungo termine, identificando priorità, investimenti e tecnologie necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Inoltre, garantisce la creazione di “pipelines” di ristrutturazione prevedibili, fondamentali per attrarre investimenti e supportare le imprese del settore edilizio.

La sua mancata presentazione mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea in termini di efficienza energetica e decarbonizzazione. 

La presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati.

Le implicazioni dell’infrazione per l’Italia e gli altri Stati Membri

La mancata presentazione del NBRP da parte dell’Italia, insieme ad altri Paesi come Germania, Francia e Spagna, comporta un rischio concreto per il futuro del settore edilizio. La Commissione Europea ha già inviato le lettere di costituzione in mora, dando due mesi di tempo ai Paesi coinvolti per fornire le informazioni richieste. Se la risposta non sarà soddisfacente, l’UE potrà avviare un parere motivato e, successivamente, applicare sanzioni economiche più severe. 

La transizione energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio, soprattutto in un periodo di forte incertezza, rappresentano, infatti, una leva strategica per l’efficienza energetica, la riduzione dei costi e la promozione di soluzioni tecnologiche avanzate.

Le reazioni delle Associazioni di settore

Le associazioni che rappresentano il settore edilizio e le tecnologie per l’efficienza energetica, come ASSITES e ANFIT, sollecitano un’accelerazione delle politiche di riqualificazione energetica. Entrambe le associazioni sottolineano che la mancata attuazione di una strategia nazionale chiara e la continua incertezza sugli incentivi sono fattori che ostacolano la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano.

ASSITES, in particolare, ha evidenziato come le schermature solari possano giocare un ruolo centrale nel ridurre il fabbisogno energetico estivo degli edifici e nel migliorare il comfort abitativo. “Le schermature solari rappresentano una tecnologia passiva chiave per ridurre i consumi energetici in modo immediato, contribuendo agli obiettivi di efficienza energetica e decarbonizzazione“, ha dichiarato Fabio Gasparini, presidente di ASSITES.

Allo stesso modo, ANFIT ha sottolineato come il settore dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio sia una delle aree più promettenti per ridurre le dispersioni energetiche e migliorare le prestazioni globali degli edifici. La creazione di un piano nazionale chiaro e stabile, che integri tecnologie innovative, è considerata essenziale per stimolare gli investimenti e orientare il settore verso obiettivi concreti di sostenibilità. 

L’Italia è chiamata a rispondere rapidamente all’infrazione e a presentare un piano solido per la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio. Il governo italiano dovrà collaborare con tutte le parti coinvolte, dai progettisti alle aziende, per costruire una strategia coerente e ben strutturata. 

Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Marco Rossi presidente di ANFIT – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese”

Redazione

13 Marzo 2026

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” ha riacceso il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Come abbiamo riportato stando a quanto comunicato dalla Commissione UE, l’Italia Paese – insieme ad altri 18 Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

Su questo tema è subito intervenuta ANFIT– Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy – che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia – ha dichiarato Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl -. La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – ha concluso Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

Procedura infrazione Direttiva Case Green

Il presidente Marco Rossi: “Serve chiarezza e un piano nazionale che sostenga davvero la riqualificazione energetica”

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.


Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

 

 

Chi è ANFIT

ANFIT, Associazione nazionale che tutela la finestra Made in Italy, promuove finestre di qualità, pensate, progettate e realizzate interamente in Italia da aziende italiane, controllando e garantendo che siano rispettati i ristretti criteri di qualità, di sicurezza, di tutela dell’ambiente e di risparmio energetico per la soddisfazione del consumatore.

ANFIT
Viale Cavour 116 44121 Ferrara +39 0532 473492 +39 389 5132640 Email: info@anfit.it www.anfit.it  
Ufficio Stampa:   spazio/parola Via Silvio Pellico 1 – 35129 Padova – Italy Tel. +39 049 7808091 – Fax +39 049 775436 press@spazioparola.it www.spazioparola.it