PMI italiane in evidenza al Budma in Polonia con Caseitaly

Guida-finestra

Sono risvolti importanti per l’Italia delle PMI quelli che arrivano dalla fiera Budma a cui ha partecipato Caseitaly. Format innovativo per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane dei componenti tecnici per l’involucro edilizio volto a promuovere efficacemente le aziende stesse, i loro valori, i loro prodotti e servizi, Caseitaly è promosso dalle quattro associazioni Acmi, Anfit, Assites e Pile federate in Finco con il decisivo supporto del Ministero dello Sviluppo economico e di Ice.

Polonia, mercato dinamico

Secondo i dati del GUS, Ufficio Centrale di Statistica in Polonia, nell’elaborazione ICE Varsavia: “Il mercato immobiliare polacco cresce a ritmi costanti dal 2015 grazie al dinamismo dell’economia locale che migliora con un ritmo del 5%, cioè il doppio rispetto a quello dei Paesi più virtuosi dell’Unione Europea. Si registra un incremento del potere d’acquisto, aumenta la domanda interna e diminuisce il tasso di disoccupazione che risulta inferiore al 6%. La qualità della vita dei principali centri urbani migliora insieme al crescente sviluppo della rete stradale e ferroviaria che incoraggia gli investitori internazionali a puntare sul Paese anche nel settore immobiliare, sia residenziale sia commerciale. Interessanti sono gli incrementi per la costruzione di nuovi hotel da parte di catene internazionali nelle grandi città come Varsavia, Danzica e località turistiche quali Sopot e Zakopane. Secondo i dati statistici nazionali, nel 2018 sono stati autorizzati 66.432 progetti di costruzione ed è stato registrato un aumento rispetto all’anno precedente del 10% dei permessi e del 20% delle transazioni. Attualmente sono in realizzazione oltre 1 milione di mq di spazi per uffici, di cui poco meno della metà nella capitale, Varsavia. Altri importanti progetti sono in corso a Cracovia, oltre che a Wrocław e Trojmiasto”.

Lo scenario del Budma

Uno scenario positivo si è dunque presentato alle 24 imprese italiane del settore costruzioni, affiliate a Caseitaly, specializzate in componenti tecnici dell’involucro edilizio – serramenti e porte, portoni e chiusure tecniche, tende e schermatura solare, lattoneria accessori e coperture metalliche – che hanno partecipato a Budma.

Nei soli primi due giorni di fiera sono stati organizzati 312 incontri tra i singoli operatori e le aziende. Installatori qualificati, rivenditori, grossisti ed importatori, architetti, progettisti e ingegneri provenienti da Polonia, Albania, Croazia, Turchia, Lettonia, Romania e Ungheria hanno avuto modo di toccare con mano l’eccellenza del Made in Italy. Una grande affluenza di professionisti interessati all’artigianalità e alla qualità del prodotto italiano, il perfetto connubio tra innovazione e tradizione.

Positivi i riscontri delle aziende che si sono dichiarate soddisfatte della manifestazione e dell’affluenza dei visitatori, interessati alla ricerca del prodotto Made in Italy.

Non solo esperti del settore hanno incontrato le aziende italiane. Sul posto erano presenti anche l’Ambasciatore italiano a Varsavia Aldo Amati, il Console italiano a Poznan Carolina Pinna, e il Direttore di ICE Varsavia Antonino Mafodda.

 

Queste le prime impressioni della Presidente di Caseitaly Laura Michelini: “Quello polacco è sicuramente un mercato importante e in crescita anche se, nei settori oggetto di Budma, la Polonia è un importante mercato di produzione e quindi export-oriented. Le loro aziende sono dei veri e propri colossi del settore, una produzione enorme a livello quantitativo, ma statica dal punto di vista della creatività e dell’adattabilità architettonica.  I dati che ci sono stati presentati evidenziano un “buco”, una nicchia che chiede maggiore personalizzazione e la necessità di soluzioni tecniche all’avanguardia e custom made tipiche del nostro saper fare. Siamo positivi e lambasciatore Amati easpettiamo i primi riscontri, in termini di contatti andati a buon fine in questa sede, da parte delle 24 aziende partecipanti”.

L’International Tour di Caseitaly per promuovere le aziende all’estero è partito nel 2018 con R+T di Stoccarda per poi proseguire nel marzo scorso al Fensterbau di Norimberga. Dal 21 al 25 novembre 2018, Caseitaly è stata al SIB di Casablanca e dopo Poznan, molto ci si aspetta ancora dalle prossime tappe del Tour: Barcellona (Construmat) dal 14 al 17 maggio 2019 e Parigi (Batimat) dal 4 all’8 novembre 2019.

 

Budma: grande affluenza e interesse per CaseItaly

Internews-budma

Sono risvolti importanti per l’Italia delle PMI quelli che arrivano da Budma, Fiera internazionale dell’Architettura e del settore costruzioni di Poznan in Polonia che si è tenuta dal 12 al 15 febbraio 2019 e a cui ha partecipato CASEITALY, un format innovativo per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane dei componenti tecnici per l’involucro edilizio volto a promuovere efficacemente le aziende stesse, i loro valori, i loro prodotti e servizi. Il progetto è promosso dalle quattro associazioni Acmi, Anfit, Assites e Pile federate in Finco con il decisivo supporto del Ministero dello Sviluppo economico e di Ice.

Il mercato immobiliare polacco cresce a ritmi costanti dal 2015 grazie al dinamismo dell’economia locale che migliora con un ritmo del 5%, cioè il doppio rispetto a quello dei Paesi più virtuosi dell’Unione Europea. Si registra un incremento del potere d’acquisto, aumenta la domanda interna e diminuisce il tasso di disoccupazione che risulta inferiore al 6%. La qualità della vita dei principali centri urbani migliora insieme al crescente sviluppo della rete stradale e ferroviaria che incoraggia gli investitori internazionali a puntare sul Paese anche nel settore immobiliare, sia residenziale sia commerciale. Interessanti sono gli incrementi per la costruzione di nuovi hotel da parte di catene internazionali nelle grandi città come Varsavia, Danzica e località turistiche quali Sopot e Zakopane. Secondo i dati statistici nazionali, nel 2018 sono stati autorizzati 66.432 progetti di costruzione ed è stato registrato un aumento rispetto all’anno precedente del 10% dei permessi e del 20% delle transazioni. Attualmente sono in realizzazione oltre 1 milione di mq di spazi per uffici, di cui poco meno della metà nella capitale, Varsavia. Altri importanti progetti sono in corso a Cracovia, oltre che a Wrocław e Trojmiasto”. *

Uno scenario positivo si è dunque presentato alle 24 imprese italiane del settore costruzioni, affiliate a CASEITALY, specializzate in componenti tecnici dell’involucro edilizio – serramenti e porte, portoni e chiusure tecniche, tende e schermatura solare, lattoneria accessori e coperture metalliche – che hanno partecipato a Budma.

Nei soli primi due giorni di fiera sono stati organizzati 312 incontri tra i singoli operatori e le aziende. Installatori qualificati, rivenditori, grossisti ed importatori, architetti, progettisti e ingegneri provenienti da Polonia, Albania, Croazia, Turchia, Lettonia, Romania e Ungheria hanno avuto modo di toccare con mano l’eccellenza del Made in Italy. Una grande affluenza di professionisti interessati all’artigianalità e alla qualità del prodotto italiano, il perfetto connubio tra innovazione e tradizione.

Positivi i riscontri delle aziende che si sono dichiarate soddisfatte della manifestazione e dell’affluenza dei visitatori, interessati alla ricerca del prodotto Made in Italy.

Non solo esperti del settore hanno incontrato le aziende italiane. Sul posto erano presenti anche l’Ambasciatore italiano a Varsavia Aldo Amati, il Console italiano a Poznan Carolina Pinna, e il Direttore di ICE Varsavia Antonino Mafodda.

Queste le prime impressioni della Presidente di CASEITALY Laura Michelini: “Quello polacco è sicuramente un mercato importante e in crescita anche se, nei settori oggetto di BUDMA, la Polonia è un importante mercato di produzione e quindi export-oriented. Le loro aziende sono dei veri e propri colossi del settore, una produzione enorme a livello quantitativo, ma statica dal punto di vista della creatività e dell’adattabilità architettonica.  I dati che ci sono stati presentati evidenziano un “buco”, una nicchia che chiede maggiore personalizzazione e la necessità di soluzioni tecniche all’avanguardia e custom made tipiche del nostro saper fare. Siamo positivi e aspettiamo i primi riscontri, in termini di contatti andati a buon fine in questa sede, da parte delle 24 aziende partecipanti”.

L’International Tour di CASEITALY per promuovere le aziende all’estero è partito nel 2018 con la R+T di Stoccarda per poi proseguire nel marzo scorso alla FENSTERBAU di Norimberga. Dal 21 al 25 novembre 2018, CASEITALY è stata alla SIB di Casablanca e dopo Poznan, molto ci si aspetta ancora dalle prossime tappe del Tour: Barcellona (CONSTRUMAT) dal 14 al 17 maggio 2019 e Parigi (BATIMAT) dal 4 all’8 novembre 2019.

* Fonte dei dati: Nota Introduttiva sul Settore e sul Commercio Estero dei prodotti Focus della Collettiva Italiana BUDMA, Poznań, 12-15 febbraio 2019 – GUS, Ufficio Centrale di Statistica in Polonia, elaborazione ICE Varsavia.

 

 

CASEITALY è un format innovativo per promuovere efficacemente le aziende del settore dell’involucro edilizio, i prodotti, i valori “Made in Italy” delle aziende. Il progetto nasce dalla condivisione strategica di quattro importanti associazioni di settore, ACMI, ANFIT, ASSITES, PILE con il supporto e la regia della Federazione FINCO e il decisivo sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico attraverso ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. L’iniziativa scaturisce dalla comune necessità delle aziende del settore di incrementare sensibilmente la loro quota di export in un mercato in cui la stragrande maggioranza delle realtà aziendali operanti nel settore specifico è costituito da medie e piccole imprese che possono incontrare difficoltà a promuoversi efficacemente e ad intercettare le opportunità provenienti dai mercati internazionali. L’obiettivo primario è quindi quello di valorizzare il Made in Italy dell’involucro edilizio che si concretizza nelle identità delle centinaia di imprese e dei loro operatori che, ad oggi, rappresentano un’eccellenza riconosciuta dal mondo intero.

Marchio Posa Qualità Serramenti

Anfit ha ufficialmente siglato l’accordo per il progetto Marchio Posa Qualità Serramenti dopo esserne stato uno dei promotori. “Si tratta – commenta la presidente Anfit Laura Michelini – di uno strumento innovativo per distinguere la qualità dei prodotti e la professionalità dei serramentisti italiani oltre che una garanzia per il consumatore”.

Anfit, assieme a CNA, Confartigianato, LegnoLegno, FederlegnoArredo, PVC Forum e Unicmi, ovvero l’intero fronte associativo che rappresenta le migliori realtà produttive italiane della filiera dei serramenti, ha siglato, alla fine dello scorso anno, un accordo per il lancio sul mercato italiano di un marchio di qulità sulla posa dei serramenti. Dopo averne definito le caratteristiche, il Marchio Posa Qualità Serramenti (anzi, per essere precisi, i tre Marchi: Progettazione, Posa e Assicurazione) è destinato a distintuere i migliori produttori italiani di serramenti, offrendo ai consumatori italiani finalmente uno strumento utile per individuare le aziende più affidabili. In questo modo il produttore di serramenti potrà garantire al cliente le prestazioni reali di un serramento, con una posa qualificata che potrà attestare e garantire nel tempo ciò che ha venduto. Un marchio rigoroso sulla posa è una garanzia reale e tangibile da proporre al consumatore.

Il progetto Marchio Posa Qualità Serramenti prevede un piano di formazione che coinvolgerà tutta la filiera del serramento. Un marchio che certifica la qualità della progettazione della posa attraverso severi test di laboratorio e garantirà e verificherà la sua corretta esecuzione attraverso controlli a campione. Tutto questo servirà per assicurare al consumatore italiano una reale rispondenza delle prestazioni del serramento installato, che sarà assicurato per 5 anni, estendibile a 10 anni. Infatti, per i produttori in possesso del Marchio Posa Qualità Serramenti, la polizza assicurativa copre i danni derivanti da errata posa in opera dei serramenti. Grazie alla sinergia di tutte le associazioni e dell’intera filiera italiana del serramento, entro il prossimo biennio, si consentirà ai consumatori di poter usufruire di una rete di serramentisti qualificati presso i quali acquistare serramenti di qualità garantita in tutte le loro prestazioni.

Il Marchio Posa Qualità Serramenti, insomma, significa una sfida complessiva per:

  • la tutela e la valorizzazione del prodotto di qualità assemblato in Italia;
  • la tutela e la valorizzazione della professionalità dei costruttori di serramenti italiani, ovvero di operatori qualificati;
  • la tutela del consumatore italiano e la garanzia di un acquisto consapevole.

Il progetto “CaseItaly” porta all’estero le aziende italiane dell’involucro edilizio

Per le imprese italiane del comparto costruzioni la crisi non è finita; sono passati dieci anni e la ripresa non è ancora arrivata. La situazione, dunque, è molto chiara: la chiave per la sopravvivenza è il mercato estero.

Per le piccole e medie imprese italiane del settore delle costruzioni, in particolare quelle specializzate in componenti tecnici dell’involucro edilizio – serramenti e porte, portoni e chiusure tecniche, tende e schermatura solare, lattoneria accessori e coperture metalliche -, non sempre l’internazionalizzazione è un processo facile. Richiede conoscenze specifiche in campo amministrativo, legale e organizzativo di cui non tutti dispongono. Ancor prima, bisogna trovare il modo di farsi conoscere all’estero e prendere contatto con operatori del settore costruzioni: installatori qualificati, rivenditori, grossisti ed importatori, architetti, progettisti, ingegneri, riviste di settore, istituzioni e associazioni per portare all’attenzione la propria expertise, quell’unicità e quel saper fare tipico del made in Italy capace di mixare qualità, design e sicurezza.

Da questa esigenza quattro associazioni di categoria insieme a FINCO, la loro Federazione di riferimento (Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione), hanno dato vita a CASEITALY, un format innovativo per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane dei componenti tecnici per l’involucro edilizio volto a promuovere efficacemente le aziende stesse, i loro valori, i loro prodotti e servizi.

“Non possiamo più permetterci di raccogliere ancor troppo debolmente la potenzialità dei mercati internazionali, che da un lato richiedono le specifiche e i contenuti dei nostri prodotti, ma dall’altro non riescono a venirne in contatto in modo sistematico ed efficace – dichiara Laura Michelini, presidente CASEITALY -. Noi vogliamo colmare questo gap in modo concreto. Portare le piccole e medie aziende italiane all’estero è la nostra missione che si traduce non solo in un aumento di fatturato, ma vuol dire anche salvaguardia di posti di lavoro e facilitare l’occupazione sul nostro territorio”.

Il progetto CASEITALY, grazie al sostegno del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico Italiano) e attraverso ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), ha dato il via a un grande International Tour che ha l’obiettivo di mettere in contatto diretto le aziende italiane affiliate con il target estero di riferimento. Il Tour è partito nel 2018 con la R+T di Stoccarda per poi proseguire nel marzo scorso alla FENSTERBAU di Norimberga. Dal 21 al 25 novembre 2018, CASEITALY è stata alla SIB di Casablanca dove lo stand italiano è stato visitato, tra gli altri, dal Primo Ministro e il Ministro dell’Urbanistica del Regno del Marocco e da quello della Costa d’Avorio. Presenti anche l’Ambasciatrice italiana in Marocco, il Console italiano a Casablanca e la Direttrice dell’ufficio ICE a Casablanca. Ma gli incontri non sono stati solo di carattere politico, bensì sono stati sviluppati contatti con diversi buyer provenienti non solo dal Marocco, ma anche da Senegal, Ghana, Angola ed Etiopia. “Abbiamo organizzato più di 250 incontri tra operatori esteri del settore e aziende afferenti a CASEITALY, un risultato senz’altro importante – dichiara Laura Michelini -. Siamo in attesa di conoscere a breve le ricadute commerciali di questa importante operazione”.

Molto ci si aspetta ancora dalle prossime tappe del Tour: a Poznan (BUDMA) dal 12 al 15 febbraio 2019 sono già previsti incontri con operatori, oltre che polacchi, provenienti da Croazia, Romania, Lettonia, Albania e Turchia. Poi si prosegue con Barcellona (CONSTRUMAT) dal 14 al 17 maggio 2019 e Parigi (BATIMAT) dal 4 all’8 novembre 2019.

L’Italia per la prima volta alle fiere BUDMA e WINDOOR-TECH

Grazie alla collaborazione tra ICE-Agenzia e le associazioni di categoria dei rispettivi settori, l’Italia partecipa per la prima volta alla fiera BUDMA 2019 e alla fiera WINDOOR-TECH 2019. La coabitazione delle due fiere, che si svolgono entrambe a Poznań dal 12 al 15 febbraio, crea un’interessante sinergia che permette agli acquirenti di prodotti finali di conoscere l’offerta completa di tecnologie e componenti.

L’Italia anche in questo settore ha una quota crescente nelle importazioni polacche subito alle spalle di Germania, Spagna e Austria. BUDMA è dedicata all’industria delle costruzioni e dell’edilizia. Le 26 aziende italiane partecipanti fanno capo al progetto Caseitaly, che nasce dalla volontà delle quattro Associazioni di categoria che rappresentano la gran parte delle aziende produttrici di componenti tecnici dell’involucro edilizio (ACMI, ANFIT, ASSITE e PILE) e che sono riunite nella federazione FINCO. L’obiettivo dell’evento è di promuovere l’intero comparto dei serramenti (porte, finestre, chiusure meccaniche, lattoneria, tende da sole e oscuranti, ecc.) e sostenere il posizionamento del settore in Polonia, accrescendo la conoscenza delle specificità della produzione italiana. ICE-Agenzia, che sostiene il progetto, si è occupata di organizzare e promuovere la partecipazione facendosi carico di tutti gli aspetti logistici e di comunicazione legati alla partecipazione. Al fine di ottimizzare al massimo l’efficacia della partecipazione, si è occupata di invitare per i giorni della fiera una delegazione di 15 operatori provenienti da: Albania (3), Croazia (4), Lettonia (1), Romania (3), Turchia (3), Ungheria (1). Per la delegazione è stato elaborato uno specifico programma che prevede oltre ad un’agenda personalizzata di incontri B2B anche un saluto di benvenuto e un momento di presentazione del progetto ICE-Caseitaly.

WINDOOR-TECH è invece una fiera biennale dedicata a macchinari e componenti per la produzione di finestre, porte, portoni e facciate. La partecipazione è organizzata da ICE-Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con GIMAV, l’Associazione italiana di fornitori macchine, impianti, accessori e prodotti speciali per la lavorazione del vetro. Le aziende italiane presenti all’evento saranno 5 e presenteranno al mercato polacco la loro offerta. Anche in questo caso ICE-Agenzia si è occupata dell’organizzazione del padiglione Italia curando gli aspetti logistici e di comunicazione, inclusa la realizzazione di un opuscolo delle aziende partecipanti. Il settore della lavorazione del vetro è importante per l’economia italiana e negli ultimi anni, grazie alla spinta delle esportazioni, sta registrando delle ottime performance. Positivi anche i segnali che arrivano dal mercato interno, dovuti soprattutto agli incentivi del Piano Industria 4.0. La Polonia nel 2017 è stato il 6 Paese di destinazione delle esportazioni dell’intero settore dei macchinari, accessori, attrezzature e prodotti speciali per la lavorazione del vetro con una incidenza del 5,43% sul totale dell’export e guadagnando una posizione rispetto al 2016 (7° posto con una incidenza del 3,73% sul totale esportato). Ottime le performance registrate dalle nostre esportazioni nel 2017: il Vetro Cavo ha esportato oltre l’84% di fatturato (per un valore di circa 379 milioni di euro), mentre il Vetro Piano il 75,74%, in crescita rispetto al 2016 (75,3%) e per un valore che supera abbondantemente i 692 milioni di euro.

Norme UNI, CEN e ISO a prezzo agevolato

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Rinnovato l’accordo Uni-Finco 2019 per la visualizzazione delle norme – oltre 20 mila – a prezzi sfidanti

Le norme nazionali, europee e internazionali sono sempre più importanti. E’ una constatazione oramai comune in tutte le aziende. Ora le norme UNI, CEN e ISO, che singolarmente prese possono avere prezzi elevati, sono rese disponibili a prezzo agevolato, diremmo perfino democratico. Le potranno ottenere le aziende socie di associazioni, come Acmi, Anfit, Assites e Unicmi, che fanno parte di Finco, la Federazione delle Industrie per le Costruzioni.

Infatti è stato rinnovato l’accordo per il 2019 tra Uni e Finco per la visualizzazione di tutte le norme a catalogo Uni (oltre 20mila, tra norme UNI, CEN e ISO) ad un prezzo agevolato. L’accordo è in essere da qualche anno. Il suo rinnovo fa presumere che l’iniziativa abbia avuto un riscontro positivo.

Come per lo scorso anno, questo accordo prevede un abbonamento di 12 mesi ed un costo differenziato in base alla dimensione aziendale, pari a € 200 + Iva per le aziende con meno di 50 dipendenti e € 300 + Iva per le aziende con più di 50 dipendenti ed un fatturato inferiore a 500 milioni di euro. Meno, quindi, del costo di un caffè al giorno.

Rispetto alle edizioni precedenti, la convenzione contiene una importante novità in merito alla possibilità di sottoscrivere, al prezzo di € 50 più Iva, un mini abbonamento ad un pacchetto di 12 norme UNI richiamate nel codice degli appalti e di scaricarle, per una sola volta, al costo di € 15 più Iva.

 

 

 

Marcatura CE dei serramenti: importanza e responsabilità

La mancata Marcatura CE comporta sanzioni di natura penale, sia pecuniarie che detentive, e di natura amministrativa, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 106/2017. Ma cosa succede dal punto di vista della responsabilità civile? Anfit risponde richiamando due recenti sentenze, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze che possono scaturire a livello contrattuale nei confronti dell’acquirente o del committente nel caso in cui non venga rispettate la normativa da parte del produttore.

 

La marcatura CE è un contrassegno che viene apposto su tutti quei prodotti per i quali esiste una direttiva comunitaria. Viene emessa dal produttore con il fine di dichiararne la conformità (dichiarazione di conformità o prestazione) ai requisiti di sicurezza previsti dai regolamenti comunitari applicabili.

 

La disciplina della Marcatura CE per i prodotti da costruzione, anche i serramenti, è dettata a livello europeo dalla direttiva 89/106/CEE poi abrogata e sostituita dal Regolamento n. 305/2011, nel quale la precedente direttiva è stata sostanzialmente trasfusa e razionalizzata. Nel diritto interno la stessa è stata recepita con il D.P.R. del 21 aprile 1993, n. 246 recante il “Regolamento di attuazione della Direttiva 89/106 CEE relativa ai prodotti da costruzione”.

 

La responsabilità dell’apposizione della Marcatura CE sui serramenti (e sugli altri prodotti da costruzione) è esclusivamente a carico del produttore. Quindi deve:

  • fornire la DoP (Dichiarazione di Prestazione);
  • fornire la documentazione tecnica;
  • apporre l’etichetta della Marcature CE sul prodotto, sull’imballaggio o sui documenti commerciali di accompagnamento;
  • assicurare che il prodotto abbia un numero identificativo;
  • ritirare la merce dal mercato nel caso in cui il prodotto si riveli non conforme alla DoP.

 

Secondo la normativa è obbligatoria sia l’apposizione della marcatura CE sia la consegna della documentazione di accompagnamento. Inoltre, per prodotti come il serramento, che hanno implicazioni sul risparmio energetico, è necessario che un ente terzo notificato verifichi la sussistenza dei requisiti dichiarati.

 

La marcatura CE sostituisce tutte le eventuali marcature nazionali obbligatorie e attesta la conformità del prodotto finito alla normativa UE.

Cosa succede se il produttore viene meno agli obblighi della Marcatura CE?  Quali sono le responsabilità che la giurisprudenza ravvisa in capo al produttore/venditore o all’appaltatore?

 

Anfit risponde analizzando due sentenze recenti.

1) Assenza della Marcatura CE sui serramenti – contratto di compravendita

 

Si fa riferimento alla sentenza del Tribunale di Monza del 21.04.2015 che riguarda una fornitura di serramenti, per i quali la società produttrice aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti dell’azienda cliente per ottenerne il pagamento. Quest’ultimo non era stato eseguito dall’azienda cliente in quanto la fornitura era priva di Marcatura CE e relativa documentazione.

Alla luce dei fatti e appurate le veridicità delle tesi, il giudice ha qualificato la vendita come “aliud pro alio”, ovvero “una cosa per un’altra”. Ciò accade quando il bene venduto risulti difforme da quanto concordato, nonché quando sia privo delle caratteristiche funzionali idonee a soddisfare i bisogni del cliente. Essendo la Marcatura CE indispensabile per garantire il prodotto, questo è stato definito inadeguato all’uso per cui era stato destinato. Per questi motivi il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo pendente sull’azienda cliente, che non ha dovuto adempiere al pagamento dei serramenti forniti.

2) Assenza della Marcatura CE sui serramenti – contratto di appalto

In questo caso si fa riferimento alla sentenza emessa dal Tribunale di Trento il 5.10.2017, in cui il titolare di una ditta privata aveva citato in giudizio un’associazione per la quale aveva fornito e posato porte e finestre in forza di un contratto di appalto; causa: mancato pagamento. L’associazione ha presentato la tesi secondo la quale la fornitura (finestre, portefinestre e portoncini) era sprovvista della Marcatura CE e della relativa documentazione. L’epilogo di questo contenzioso è stato la risoluzione del contratto senza obbligo di pagamento da parte dell’associazione, in quanto la merce è stata definita inadatta alla sua destinazione. A nulla è valsa l’obiezione dell’appaltatore che aveva affermato che “in quanto artigiano non era tenuto alla certificazione dei prodotti”, poiché il giudice ha sottolineato che anche le micro-imprese sono soggette alle disposizioni sulla marcatura CE”.

 

I prodotti privi di Marcatura CE sono qualificati come incommerciabili e pertanto completamente inidonei all’utilizzo e alla distribuzione.

 

 

ANFIT chiede di eliminare la ritenuta dell’8% sui bonifici per la sostituzione dei serramenti

Ogni anno ANFIT (Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra made in italy) continua a battersi perché siano confermate le detrazioni fiscali per la sostituzione degli infissi e perché siano eliminate tutte quelle clausole che rendono l’applicazione delle detrazioni sempre più complicate. Tutto ciò insieme a tutte le altre associazioni delò mondo del serramento (CNA, Confartigianato Imprese, FederlegnoArredo, PVC Forum Italia e UNICMI).

Inoltre ANFIT chiede l’eliminazione della ritenuta dell’8% che viene effettuata sui bonifici per ristrutturazioni ed efficientamento energetico e quindi anche per la sostituzione dei serramenti. Un trattamento iniquo e penalizzante per le aziende produttive italiane e estere in regola (che pagano le tasse nel nostro Paese e son dotate di conto corrente), ma che non viene inflitto ai fornitori esteri che non hanno una sede in Italia.

“È una situazione di palese disparità di trattamento fiscale – ribadisce Laura Michelini, presidente di ANFIT – che appesantisce i conti di chi è in regola e che richiede un intervento da parte delle Associazioni alla luce anche dell’introduzione della fatturazione elettronica. Ricordo che uno dei pilastri su cui si basa l’introduzione della ritenuta prima del 4% e poi portata all’8% è quello di contrastare il mercato nero. Oggi torniamo a richiedere che la ritenuta sui bonifici per la sostituzione dei serramenti venga eliminata”.

“La conversione del DL 135/18 – aggiunge Laura Michelini – così come indicato da FINCO, dovrebbe cogliere l’occasione per ripristinare le detrazioni fiscali del 65% per infissi e schermature solari, eliminare la ritenuta dell’8% sull’ecobonus, un provvedimento iniquo dei produttori italiani ed esteri residenti in Italia a favore di produttori stranieri non residenti e senza conto bancario in Italia”.

L’obbligo della ritenuta dell’8% sulle spese di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica è stato introdotto inizialmente con aliquota del 4% (Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78, art. 25). L’aliquota è stata innalzata all’8% dalla Legge di Stabilità 2015, n. 190/2014, art. 1, commi 45 e 48 e 657. ANFIT ritiene che il permanere di questo meccanismo in presenza della fatturazione elettronica configurerebbe la volontà unica da parte dello Stato di incamerare anticipazioni sulle legittime e costituzionalmente protette attività aziendali, disinteressandosi di ogni altra conseguenza.

ANFIT ha offerto pieno sostegno a FINCO che, durante una recente audizione presso le Commissioni riunite di Affari Costituzionali e lavori Pubblici del senato, ha sostenuto come la “conversione del DL 135/18 dovrebbe cogliere l’occasione per ripristinare le detrazioni fiscali del 65% per infissi e schermature solari ed eliminare split payment e la ritenuta di acconto del dell’8% su ecobonus”.

SAIE 2018: Bruco, Farfalla e Drago. Bologna, costruzioni e infissi

serramenti+design

La visita al SAIE di quest’anno mi ha richiamato alla mente queste tre figure: bruco farfalla e drago. Immagini valide in generale per le Costruzioni che per gli Infissi. Iniziamo dalla prima.

BRUCO

Se guardiamo al presente e alle recenti edizioni non possiamo fare a meno di constatare che stando all’andamento dei numeri lordi di visitatori, espositori, metri quadri, … Si tratta di una manifestazione che ha progressivamente perduto il lustro che poteva vantare in passato; lustro che ora la nuova gestione promette di recuperare adeguandolo al profondo cambiamento di contesto delle costruzioni.

Qualcosa dell’antica grandezza alla Fiera di Bologna è comunque rimasto. Il Cersaie ne è stato una spia. Alle sue spalle due indicazioni: internazionalità (qualunque cosa significhi) e nuovi espositori. Aspetti rinvenibili anche a SAIE 2018, seppur su numeri assai più piccoli e con tratti che oseremmo dire ancora arcaici. Tratti che come in un Bruco sembrano voler nascondere una futura Farfalla invece di annunciarla. Inoltre, il numero degli espositori, i metri quadri di esposizione, le manifestazioni, le merceologie e i visitatori sembrano indicare che la crisi nelle costruzioni e nel serramento resta forte. Per intravvedere la possibile futura Farfalla occorre guardare al mercato con molta attenzione. Un’attenzione faticosa poiché il caleidoscopio delle novità soggiacenti è piuttosto articolato.

FARFALLA

Guida di questo parziale esame saranno le dimensioni di internazionalità e Nuove Imprese. Ad esse aggiungeremo anche i nuovi servizi legati al processo di terziarizzazione della filiera delle costruzioni e alla sua ibridazione con gli altri comparti. Dunque qualcosa di diverso della semplice digitalizzazione. Semplice? I problemi sono ancora tanti. Comunque anche quest’anno erano presenti a Bologna aziende polacche del serramento. Prima fra tutte Drutex. Si è osservata anche una presenza ucraina di un produttore, Steco, di serramenti in alluminio e PVC che sta tentando di approfondire la sua penetrazione del mercato italiano. Mancavano aziende polacche, slovene e bulgare notate in edizioni precedenti. Cosa che conferma le aspettative formulate in precedenza sulla rotazione delle presenze straniere. Attorno a loro imprese serramentistiche italiane, alcune (come Agostini Group, Gibiesse, Lacos Group, ecc) congiuntamente riunite nell’ANFIT point promosso dall’Associazione ANFIT strategicamente collocato nell’area Condominio Italia Expo. Finestre, porte d’ingresso, ma non solo. A Bologna era presente pure Irondom, un interessante facciatista con esperienze sostanzialmente di piccola e media cantieristica che proponeva sistemi per facciate cieche. Sistemi integrabili con finestre normali o pannelli trasparenti. La tecnologia sostanzialmente ricalca le esplorazioni fatte con l’uso di pannelli ceramici, già visti in passato al Cersaie o altrove. Il target di mercato è però stato centrato sui cappotti edilizi, ossia sulle esigenze di coibentazione. La tecnologia è quella delle facciate ventilate e i rivestimenti possono essere di materiali che vanno dal metallo decorato, al legno e alla ceramica. Lo stand di Irondom avrebbe potuto essere accanto ai competitor che offrono le soluzioni di rivestimento delle muratura. Tutto questo si poteva trovare al padiglione 25, ma al 26 oltre ad altre soluzioni più tradizionali per la realizzazione di un cappotto termico, si trovava anche un piccolo stand di un’azienda che a prima vista poteva essere un facciatista. O un pulitore di vetri. In realtà né l’uno né l’altro. Pianeta Unisol propone la manutenzione delle vetrate a partire dalla sua esperienza di manutenzione delle vetrature ferroviarie. Si tratta di un servizio che al momento ambisce ad ave- re ulteriori esperienze nell’ambito della manutenzione delle faccia- te continue. L’intervento che caratterizza l’offerta di Pianeta Unisol è l’eliminazione dei danni che possono derivare dalla scheggiatu- ra. Una scheggiatura profonda può anche comportare la necessità di sostituire interamente il pannello di vetro. Ma a certe condizioni non è sempre necessario ed esiste una panoplia di tecniche manutentive che ne permettono la conservazione e almeno un parziale recupero delle proprietà fisiche originarie della superficie vetrata. In un mercato avaro di risorse per sostituire vecchie o manutene- re nuove facciate continue, l’offerta di rigenerazione delle superfici vetrate può essere un’alternativa ragionevole. Lo stesso padiglione accoglieva espositori che offrivano anche servizi come l’agevolazione della cessione del credito derivante dai bonus fiscali riconosciuti agli interventi in edilizia, o la partecipazione a bandi di gara per costruzioni in Romania. Offerta di servizi che tende ad esaltare le logiche sottostanti ai contratti di rete, sia pure con una strutturazione giuridicamente più impegnativa. Offerte che integrano le ambizioni del BIM (Building Information Modelling). BIM volutamente “contingentato” rispetto al 2017, soprattutto dal richiesto pagamento d’ingresso per la convegnistica.

DRAGO

Ma il BIM sarà l’ingrediente che darà alle imprese di costruzione italiane la possibilità di tornare ad essere un grande Drago dell’economia in patria e all’estero? Probabilmente da solo no. E comunque non ora. In occasione del dibattito promosso da Federcostruzioni sul tema l’ingegner Giovanni Cardinale vicepresidente del CNI, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha ammesso che negli studi di progettazione del BIM l’unica diffusa traccia resta il rendering e tanti programmi sparsi, ma non integrati sul piano informatico.
Però il BIM non è l’unico aspetto che caratterizzerà l’evoluzione del mondo delle costruzioni in Italia (componenti inclusi). Molte delle prospettive sono state illustrate dai diversi interventi nel corso della citata presentazione. Alcuni restano futuribili, altri sono processi di vasta portata per le imprese ma che per ora riguardano soprattutto le istituzioni al traino delle politiche dell’ Unione Europea. Molte delle esperienze citate sono, dopo quasi un decennio, ancora di limitata porta su scala nazionale e internazionale: le esperienze australiane di applicazioni della robotica nella costruzione di muri di mattone, il sito sviluppato da Saint Gobain per agevolare l’incontro di domanda nell’ambito degli interventi artigianali o di piccola cantieristica edilizia, la commercializzazione di vetri autopulenti, l’uso di asfalti che riducono la diffusione del particolato atmosferico prodotto dall’inquinamento automobilistico,… A tutto questo manca negli Stati Uniti e in Europa la spinta di decise politiche pubbliche infrastrutturali ed edilizie che motivino la diffusione che è già in corso in altri comparti industriali come i media, la finanza, la produzione tecnologicamente sofisticata, il commercio all’ingrosso, la chimica e farmaceutica,…Diverso è invece il caso di Paesi in via sviluppo. Soprattutto quelli che vengono attratti dall’orbita cinese e che già oggi sono il campo di sperimentazione di quegli scenari di città del futuro (digitalizzata, cablata, sostenibile….) su cui i governi occidentali si stanno ancora interrogando e sognando.
D’altra parte in mostra si offrivano soluzioni robotiche elaborate da Indexlab che esemplificavano anche casi concreti di innovazione sviluppati in Italia. Ma a questi manca ancora un forte domanda pubblica che ne permetta la piena verifica dei vantaggi. Gli svantaggi invece sono chiari almeno nelle paure di squilibri che potrebbero provocare nel mercato del lavoro: scarsità di disponibilità di nuove figure professionali, più esperte nella cultura digitale, ed eccesso di figure professionali correnti come il semplice manovale o l’esperto serramentista o piastrellista.

SOVRAPPORSI DI PROSPETTIVE

Proprio questo però ci porta a pensare che l’innovazione più concreta è quella che utilizza conoscenze scientifiche, tecniche e artigiana- li che abbiamo fatto rientrare nella categoria delle farfalle. Con tutta la loro fragilità. Così come le esplorazioni che perseguono visita- tori e aziende stranieri alla ricerca di clienti e fornitori italiani. D’altra parte a Dobroplast la presenza a SAIE è stata fatta nell’ottica di mantenere il contatto con progettisti, imprese edili e rivendite. Del resto i visitatori italiani sembravano confermare l’attendibilità di quegli obiettivi, con la solita aggiunta di studenti (ingegneria, informatica, robotica,…). Numeri divenuti più piccoli, ma in grado comunque di affollare gli spazi disponibili. Il SAIE del 2018 sovrapponeva le immagini del Bruco, della Farfalla e del Drago. La risultante era confusa e tendeva assai più al Bruco che agli altri due esseri. Ma la trasversalità tra specializzazioni anche sul piano aziendale promette la trasformazione del Bruco in Farfalla già dalla preannunciata edizione che si svolgerà a Bari il prossimo anno. Sempre che le speranze siano soddisfatte da un contesto economico apparentemente divenuto più avaro e minaccioso.

 

Di Luigi Liao.

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