Serramenti Design e componenti da notizia di un evento formativo dedicato all’efficientamento energetico degli edifici storici cui nel quale ANFIT presentato un proprio contributo.
Continue readingSalamander Industrie. Sostenibilità e innovazione negli edifici storici tra tutela e tecnologia
Salamander Industrie. Sostenibilità e innovazione negli edifici storici tra tutela e tecnologia
Continue readingShowroom Porte&Finestre Aprile-Maggio 2026
La rivista Showroom Porte e Finestre nel numero Aprile-Maggio parla di ANFIT. Si riportano la copertina e il testo dell’articolo in cui l’Associazione viene citata.
Continue readingLa UE richiama 19 paesi sul Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
20 Aprile 2026

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti di 19 stati membri, tra cui l’Italia, per il mancato invio entro il 31 dicembre scorso del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, previsto dalla Direttiva EPBD, nota anche come Direttiva Case green
La Direttiva EPBD rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo e introduce nuovi strumenti di pianificazione per guidare la transizione energetica degli edifici. L’obiettivo è la progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, con target intermedi di riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali pari al -16% entro il 2030 e al -20/22% entro il 2035. Una quota rilevante di questi risultati dovrà essere conseguita attraverso la riqualificazione degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche, con importanti ricadute per la filiera delle costruzioni, dell’impiantistica e dell’energia.
Il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici è un passaggio strategico nell’attuazione delle politiche europee per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione del settore edilizio. Rappresenta un documento chiave con cui ogni stato deve definire la propria strategia di lungo periodo. Il Piano deve includere obiettivi nazionali di riduzione dei consumi energetici, una strategia per la riqualificazione degli edifici più energivori, strumenti finanziari e meccanismi di incentivazione e una mappatura aggiornata dello stato energetico del patrimonio edilizio.
La procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguarda il recepimento e l’applicazione coerente delle norme EPBD, necessarie per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, che oggi sono responsabili di circa il 40% dei consumi energetici e di una quota significativa delle emissioni di CO2.
Allinearsi alle direttive europee implica interventi coordinati su regolamenti edilizi, norme tecniche, sistemi di certificazione energetica e politiche di incentivazione, con impatti diretti su imprese, investitori e operatori del mercato immobiliare.
Nel pacchetto di decisioni sulle infrazioni pubblicato l’11 marzo 2026, la Commissione ha formalizzato l’inadempienza, inviando agli Stati interessati una lettera di costituzione in mora. I paesi coinvolti hanno ora due mesi di tempo per trasmettere il progetto di Piano nazionale o fornire osservazioni ufficiali, evitando l’inasprimento della procedura e sanzioni successive.
Al riguardo avevamo pubblicato una dichiarazione di Marco Rossi, presidente di ANFIT.
Sistema Serramento Marzo 2026
La rivista Sistema Serramento nel numero di Marzo parla di ANFIT: si riportano la copertina e il testo dell’articolo in cui l’Associazione viene citata.
Continue readingSerramenti Design e Componenti Aprile 2026
La rivista Serramenti Design e Componenti nel numero di Aprile parla di ANFIT: si riportano la copertina e il testo dell’articolo.
Continue readingNuova Finestra Marzo 2026
La rivista Nuova Finestra nel numero di Marzo parla di ANFIT: si riportano la copertina e i testi degli articoli.
Continue readingProcedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT
25 Marzo 2026

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici riporta al centro il tema delle Case Green. ANFIT interviene nel dibattito sottolineando l’importanza di una strategia nazionale chiara per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio
La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.
L’intervento di ANFIT
Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.
«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».
Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.
«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».
ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.
«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».
Coges Infissi e il Marchio Posa Qualità Serramenti, garanzia di prestazioni reali e installazione certificata
Il riconoscimento certifica la qualità della progettazione e della posa in opera dei serramenti secondo le normative UNI, confermando l’impegno dell’azienda verso standard tecnici elevati e verificabili
Redazione Calabria News 24 / 13 March 2026, 12:30

I lavori di qualità di Coges
Nel settore dei serramenti non è più sufficiente proporre prodotti performanti solo in laboratorio. La vera sfida oggi consiste nel garantire che quelle prestazioni, come isolamento termico e acustico, tenuta all’aria e all’acqua e durabilità nel tempo, vengano effettivamente mantenute quando il serramento viene installato nell’edificio e durante tutta la sua vita utile.
È proprio in questo contesto che si colloca il Marchio Posa Qualità Serramenti, un sistema volontario di qualificazione che non si limita a certificare la qualità del prodotto, ma attesta soprattutto la correttezza della progettazione e dell’esecuzione della posa in opera.
Coges Infissi è titolare del Marchio Posa Qualità Serramenti con codice identificativo SR-COGES-124, un riconoscimento che rappresenta un passaggio importante nella strategia aziendale e un elemento distintivo nel mercato dei serramenti sia a livello regionale che nazionale.
Il ruolo decisivo della posa in opera
La normativa tecnica ha chiarito negli ultimi anni quanto sia determinante la posa in opera per garantire le prestazioni dei serramenti. In particolare, il quadro normativo di riferimento è definito dalla serie UNI 11673 e dalla norma UNI 10818.
Secondo il dossier tecnico dedicato alla posa qualificata, la progettazione corretta dei giunti primari e secondari è fondamentale per evitare fenomeni di muffa e condensa interstiziale, controllare i ponti termici e assicurare coerenza tra le prestazioni dichiarate dal produttore e quelle effettivamente riscontrabili nell’edificio. Solo una progettazione e un’installazione corrette permettono inoltre di garantire adeguata tenuta all’aria e all’acqua, isolamento acustico e durabilità nel tempo.
In altre parole, anche un serramento di qualità elevata può perdere gran parte della propria efficacia se installato in modo non conforme alle norme tecniche.
Il sistema di certificazione Posa Qualità Serramenti
Il Sistema Posa Qualità Serramenti rappresenta oggi il primo e unico strumento condiviso di qualificazione volontaria della posa in opera, promosso dalle principali associazioni della filiera del serramento tra cui UNICMI, ANFIT, ASSOVETRO, CNA, CONFARTIGIANATO, FEDERLEGNO ARREDO e PVC Forum Italia.
Il sistema certifica la conformità della progettazione dei giunti alla normativa UNI 11673 e verifica che l’azienda operi con personale adeguatamente formato e con competenze tecniche in linea con le prescrizioni normative. L’azienda che ottiene il marchio deve inoltre sottoporsi a verifiche periodiche in cantiere, che includono controlli sulle prestazioni di isolamento termico e sulla permeabilità all’aria.
Non si tratta quindi di un semplice attestato formale, ma di un sistema strutturato di controllo e aggiornamento continuo che mira a garantire standard qualitativi elevati e verificabili.
Un valore strategico anche negli appalti pubblici
Il Marchio Posa Qualità Serramenti assume un ruolo strategico anche nel contesto degli appalti pubblici. I nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia richiamano infatti esplicitamente la necessità di garantire la conformità dei giunti di posa alla normativa tecnica e valorizzano la capacità tecnica degli operatori nella realizzazione dei nodi di posa qualificati.
In questo scenario, il possesso del marchio rappresenta una prova concreta di conformità ai requisiti tecnici richiesti, consentendo alle stazioni appaltanti di selezionare operatori realmente qualificati e alle imprese di dimostrare l’allineamento ai requisiti ambientali minimi previsti nelle gare pubbliche.
Il significato del marchio per Coges Infissi
Per Coges Infissi il Marchio Posa Qualità Serramenti non rappresenta un elemento meramente formale ma una scelta strategica che rafforza il posizionamento dell’azienda sul mercato.
Il riconoscimento costituisce una garanzia oggettiva per il cliente finale, offrendo al tempo stesso un supporto tecnico per progettisti e direzioni lavori e un vantaggio competitivo nelle gare d’appalto. Allo stesso tempo rappresenta uno strumento di tutela contro possibili contenziosi legati a infiltrazioni, muffe o dispersioni energetiche, problemi che spesso derivano proprio da una posa non corretta.
In un mercato in cui spesso si parla di prestazioni teoriche, Coges ha scelto di puntare su un sistema che consente di documentarle e verificarle direttamente in opera.
Il sistema UniCoges a supporto della certificazione
Accanto al riconoscimento del Marchio Posa Qualità Serramenti, l’azienda ha sviluppato internamente il sistema UniCoges, un modello organizzativo pensato per accompagnare tutte le fasi tecniche legate all’installazione dei serramenti.
Il sistema riguarda l’analisi tecnica preliminare, la progettazione del giunto di posa e il coordinamento delle lavorazioni in cantiere. UniCoges non sostituisce la certificazione ma ne rafforza l’applicazione pratica, garantendo coerenza tra progetto, materiali utilizzati ed esecuzione delle opere.
Questo approccio consente di prevenire criticità legate al comportamento termo-igrometrico dell’involucro edilizio e alle dispersioni energetiche, assicurando una gestione tecnica documentata e orientata alla qualità.
Una responsabilità tecnica verso l’edificio e chi lo abita
La posa in opera dei serramenti non può essere considerata un semplice dettaglio esecutivo ma rappresenta un elemento strutturale dell’involucro edilizio. Operare secondo la normativa UNI 11673 significa analizzare il comportamento termo-igrometrico dei nodi di posa, valutare la traspirabilità del giunto, verificare la compatibilità dei materiali di sigillatura e garantire la tenuta all’aria e all’acqua.
In definitiva significa assumersi una responsabilità tecnica completa nei confronti dell’edificio e delle persone che lo abitano.
La qualità come valore verificabile
Nel settore dell’edilizia contemporanea la qualità non può più essere soltanto una promessa commerciale. Deve essere misurabile, verificabile e pienamente conforme alle normative tecniche.
Il Marchio Posa Qualità Serramenti rappresenta oggi uno degli standard più elevati per la qualificazione della posa in opera. Attraverso questo riconoscimento, Coges Infissi rafforza la propria identità di azienda strutturata e orientata all’eccellenza tecnica, offrendo a clienti privati, imprese e pubbliche amministrazioni una garanzia concreta: serramenti progettati e installati per mantenere nel tempo le prestazioni dichiarate.
Procedura d’infrazione Ue e direttiva Case Green
YouBuild da notizia del comunicato stampa ANFIT dedicato alla procedura di infrazione UE dedicata alla Direttiva Case Green.
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