Il 3 luglio scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 116/2026 (clicca qui per scaricarla) che converte con modificazioni il Decreto-Legge 7 maggio 2026, n. 66 dedicato al Piano Casa.
La legislazione prevede che tra la pubblicazione dei Decreti legge e la relativa legge di conversione intercorrano al massimo 60 giorni: in questo caso ne sono passati 57.
Di questo tema abbiamo già parlato più volte, in particole in occasione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL (clicca qui), ma l’inizio dell’iter del provvedimento si può far risalire fino al 2023.
I passaggi parlamentari della Legge di conversione non hanno intaccato l’impostazione del DL, ma hanno apportato modifiche non trascurabili.
In relazione al primo aspetto, lo scopo dichiarato è quello di rendere disponibili 100.000 alloggi in 10 anni e ciò viene perseguito in funzione di tre target: case popolari, housing sociale e coinvolgimento di risorse private.
Per quanto riguarda le modifiche che la Legge apporta al DL, si segnala l’introduzione di sei nuovi articoli aggiuntivi che incidono in particolare misure a favore delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità grave, l’aumento del fondo per le spese di locazione degli studenti fuori sede e la riscrittura dell’articolo dedicato al riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Di conseguenza diventa fondamentale la lettura del testo del DL coordinato con la legge di conversione (clicca qui per scaricarlo).
A questo punto si entra in una fase nuova, che si può definire di operatività parziale: se da un lato l’entrata in vigore della Legge 116/2026 (avvenuta il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta, quindi il 4 luglio scorso) definisce un quadro vincolate, dall’altro il testo attribuisce la messa a terra di diversi aspetti a un lungo elenco di decreti attuativi (una ventina) affidati a diversi enti/ministeri.
Le tempistiche di apertura dei cantieri restano quindi legate a tali passaggi, nonché a una serie di altri aspetti quali la mappatura del patrimonio immobiliare, la selezione degli interventi, la capacità di fare squadra da parte dei diversi enti coinvolti e l’abilità nel riuscire ad attirare i capitali del settore privato, cui il piano attribuisce la messa a disposizione del 70% dei fondi complessivamente previsti.


