Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Marco Rossi presidente di ANFIT – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese”

Redazione

13 Marzo 2026

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” ha riacceso il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Come abbiamo riportato stando a quanto comunicato dalla Commissione UE, l’Italia Paese – insieme ad altri 18 Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

Su questo tema è subito intervenuta ANFIT– Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy – che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia – ha dichiarato Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl -. La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – ha sottolineato Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – ha concluso Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

Procedura d’infrazione UE sulle “Case Green”: la posizione di ANFIT

Procedura infrazione Direttiva Case Green

Il presidente Marco Rossi: “Serve chiarezza e un piano nazionale che sostenga davvero la riqualificazione energetica”

La notizia dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato invio del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea EPBD IV sulle cosiddette “Case Green” riaccende il dibattito sul futuro della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.


Secondo quanto comunicato da Bruxelles, il nostro Paese – insieme ad altri Stati membri – non ha presentato entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2025 il documento programmatico richiesto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, primo passaggio fondamentale per pianificare gli interventi di efficientamento e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.
Gli Stati coinvolti avranno ora due mesi di tempo per rispondere alla lettera di costituzione in mora, primo step della procedura di infrazione.

Su questo tema interviene ANFIT- Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che rappresenta imprese e operatori del comparto dei serramenti e della riqualificazione energetica dell’involucro edilizio.

«Apprendiamo con stupore la notizia dell’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia», dichiara Marco Rossi, presidente di ANFIT e titolare di Risposta Serramenti Srl. «La transizione energetica del patrimonio edilizio è una sfida complessa ma inevitabile, che coinvolge direttamente migliaia di imprese italiane impegnate nella riqualificazione degli edifici. Per questo motivo è fondamentale che il Paese si doti di una strategia chiara e condivisa».

Secondo ANFIT, il Piano nazionale rappresenta uno strumento essenziale non solo per rispettare gli impegni europei, ma anche per fornire indirizzi certi a imprese, progettisti e cittadini che operano nel campo dell’efficienza energetica e della sostituzione dei serramenti.

«La domanda che molti operatori del settore si pongono – prosegue Rossi – è se sia davvero sostenibile che l’Italia rischi sanzioni europee anziché definire un percorso strutturato per sostenere le imprese che lavorano ogni giorno per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il settore della riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per l’economia, l’occupazione e la riduzione dei consumi energetici».

ANFIT sottolinea inoltre come il comparto dei serramenti e dell’involucro edilizio rappresenti uno degli ambiti più immediati ed efficaci per ridurre le dispersioni energetiche degli edifici esistenti. In questo contesto, l’associazione continua a promuovere strumenti di qualità e trasparenza come il Marchio Quality ANFIT® e i sistemi di tracciabilità del prodotto, a tutela del Made in Italy e dei consumatori.

«Ci auguriamo – conclude Rossi – che questa vicenda possa diventare l’occasione per avviare finalmente un confronto concreto tra istituzioni, filiera industriale e mondo della progettazione, con l’obiettivo di definire politiche stabili e credibili per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».

 

 

Chi è ANFIT

ANFIT, Associazione nazionale che tutela la finestra Made in Italy, promuove finestre di qualità, pensate, progettate e realizzate interamente in Italia da aziende italiane, controllando e garantendo che siano rispettati i ristretti criteri di qualità, di sicurezza, di tutela dell’ambiente e di risparmio energetico per la soddisfazione del consumatore.

ANFIT
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ANFIT in movimento: il 20 Marzo a Villa Pamphili a Roma la seconda tappa 2026

Anche nel 2026 ANFIT in movimento continua a rappresentare uno dei principali progetti messi in campo dall’Associazione.

Il format consiste in un tour che ha portato e porterà una serie di seminari formativi dal titolo COSTRUIAMO UN FUTURO SOSTENIBILE: vetro, efficienza energetica e finestra Made in Italy in più di 20 province italiane.

Lo scorso anno ANFIT in movimento ha toccato le prime 4 provincie tramite incontri svoltisi presso il Museo AlfaRomeo a Milano, il Museo Lavazza a Torino, ChorusLife a Bergamo e il Misano Word Circuit a Rimini (clicca qui, quiqui e qui), mentre nel Gennaio scorso si è svolta la prima tappa 2026 presso il Museo Ferrari di Maranello (clicca qui).

 L’incontro è volto a mantenere ANFIT vicina ai propri Associati e a promuovere le tematiche care all’Associazione nei confronti dei professionisti del settore: architetti, geometri e ingegneri.

Tutte le tappe sono strutturate in relazione ad alcuni punti cardine comuni: docenti di primo livello, trattazione di tematiche di stretta attualità per il lato tecnico del settore dei serramenti, accreditamento presso gli Ordini Provinciali delle varie professioni (Architetti, Geometri e Ingegneri) per l’erogazione dei crediti formativi, gratuità dell’evento e presenza di una affascinante experience a corredo di ciascun evento.

Il sesto incontro del tour ANFIT in movimento seguirà la seguente scaletta:

  • 9:00 Registrazione partecipanti
  • 9:15 Avvio lavori
  • 9:30 I testi di maggior attualità nell’ambito della normativa di settore: nuova CPR 2024, UNI 11673, UNI 10818 e UNI 11979
  • 11:00 Coffee break
  • 11:30 Statica delle facciate continue
  • 12:15 Il vetro e gli aspetti di maggiore attualità: termica, acustica, sicurezza
  • 13:00 Pausa pranzo
  • 14:00 Il vetro e gli aspetti di maggiore attualità: CAM ed EPD, Marchio UNI e qualità ottica e visiva
  • 14:45 Tracciabilità dei serramenti e copertura assicurativa: esclusive ANFIT
  • 15:30 Visita ai giardini di Villa Pamphili 
  • 17:30 Fine lavori

La docenza sarà affidata a tre relatori: l’ing. Dario Atzori si occuperà di presentare le tematiche di area vetro, l’ing. Lucio Battilocchi di quelle relative alla statica delle facciate e l’ing. Poletti di quanto concerne l’ambito normativo e Associativo.

L’experience consisterà nella visita guidata ai giardini di Villa Pamphili, che costituiscono il terzo più grande parco pubblico di Roma. 

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione, effettuabile attraverso il link presente in questa locandina.

Vieni a trovarci, ti aspettiamo!