Da metà novembre 2021 nel settore dell’edilizia incentivata sostanzialmente non si è potuto lavorare in maniera decente. Da quella data, infatti, si sono susseguiti i seguenti provvedimenti, che, con la media di uno ogni 12,5 giorni, hanno cambiato continuamente la normativa e le regole del gioco:
- DL 157/2021 del 11 novembre 2021 in materia di frodi sui crediti da bonus edilizi con nuova disciplina per asseverazioni e visti di conformità (clicca qui);
- Circolari, FAQ e indicazioni varie dall’Agenzia delle Entrate in seguito al DL 157/2021 (clicca qui);
- Legge di Bilancio 2022 con modifiche alle scadenze degli incentivi e parziale alleggerimento delle imposizioni dell’originario DL antifrodi (clicca qui);
- Decreto Legge Sostegni Ter con le modifiche apportate dall’articolo 28 alla disciplina della cessione del credito derivante dai bonus edilizi (clicca qui e qui);
- Decreto Prezzi del MiTE con nuovi massimali di spesa e riscrittura della disciplina che regola le asseverazioni (clicca qui);
- DL 13/2022 del 25 febbraio 2022 con leggero allargamento delle maglie del numero di cessioni del credito consentite, introducendo al contempo nuove limitazioni e sanzioni su altri aspetti (clicca qui).
Di questi 6 documenti in 76 giorni, il primo è entrato in vigore oggi per domani (pubblicazione in data 11/11 e entrata in vigore in data 12/11) ed è poi stato abrogato e modificato dal terzo, i secondi sono stati parzialmente superati dall’evoluzione legislativa, il quarto è stato modificato dal sesto e il quinto, a quasi tre settimane dall’approvazione da parte del Ministero di competenza, non è ancora in Gazzetta Ufficiale.
Da notare che tali provvedimenti si aggiungono alla montagna di legislazione comunque vigente in materia, già molto articolata e frutto di variazioni successive stratificatesi nel tempo.
La spasmodica produzione normativa a cavallo tra 2021 e 2022 ha comportato un doppio blocco del mercato: da un lato le modifiche alle modalità di asseverazione e alle cifre di riferimento (vedasi punti 1), 2), 3) e 5)), dall’altra la variazione delle regole in materia di cessione del credito (attraverso i punti 4) e 6)).
Tutte queste modifiche sono state sviluppate a partire dall’idea di contrastare le frodi verificatesi in relazione agli incentivi e alla loro cartolarizzazione. Nella sostanza, però, difficilmente i provvedimenti otterranno questo scopo e, nella migliore delle ipotesi, metteranno qualche pezza al problema (leggasi sacrosanta introduzione di limiti di spesa e asseverazione per BonusFacciate).
Ciò non toglie che alcuni passaggi di questi documenti siano apprezzabili e condivisibili (soprattutto quelli contenuti nei punti 3), 5) e parzialmente 6)), ma a prescindere da ciò l’effetto ottenuto è stata la suddetta paralisi.
Ora però il quadro sembrerebbe pressoché definito:
- La materia della cessione del credito risulta pienamente caratterizzata con la possibilità di garantire un buon grado di operatività agli operatori;
- Il tema delle asseverazioni presenta importanti problematiche soprattutto in relazione alle spropositate sanzioni previste per i tecnici, ma non sono alle viste ulteriori modifiche alla normativa in materia nel breve;
- Gli aspetti relativi ai limiti di spesa verranno in buona parte ri-disciplinati dal Decreto Prezzi, ma i relativi contenuti, anche se il testo del DL non è ancora stato inserito in Gazzetta Ufficiale, sono ormai diffusamente noti.
A questo punto, quindi, l’auspicio è che le aziende e i professionisti possano tornare a dedicarsi al proprio lavoro, augurandosi che la situazione rimanga invariata, in quanto l’incertezza normativa è perfino peggiore di un quadro scadente.
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