GWP: il potenziale di riscaldamento globale
Il termine GWP, sigla inglese che sta per Global Warming Potential, identifica un parametro volto a quantificare il potenziale di riscaldamento globale che nasce nell’ambito dei gas refrigeranti e indica quanto calore un gas serra riesce a trattenere nell’atmosfera in un determinato periodo di tempo rispetto all’anidride carbonica.
Tale parametro è stato poi mutuato anche nel mondo della sostenibilità in edilizia al fine di quantificare la produzione di CO2 corrispondente a una lavorazione o alla realizzazione di un prodotto ed è diventato un pilastro delle analisi LCA e dello sviluppo delle EPD (Dichiarazioni Ambientale di Prodotto).
Il GWP è recentemente diventato un tema di attualità anche nel settore dei serramenti. Ciò deriva dal fatto che esso è citato con rilievo da due documenti europei i cui effetti andranno a diventare concreti proprio questo mese: da una parte la Direttiva 1275/2024 (EPBD IV o CaseGreen) dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 29 di maggio, mentre dall’altra il Regolamento 2026/52 entrerà in vigore il 24.
Della Direttiva EPBD IV abbiamo parlato diffusamente (per esempio qui, all’atto della sua pubblicazione in GUUE), mentre il Regolamento 2026/52 (clicca qui per consultarlo) viene citato per la prima volta in questo spazio. Verdiamo di capire come sono collegati, cosa c’entrano col GWP e come tutto ciò impatta sul mondo dei serramenti.
GWP e Direttiva 2024/1275 EPBD IV
La Direttiva EPBD IV, in relazione al GWP, stabilisce numerose e rilevanti implicazioni:
- In premessa (tra i considerando) riporta una prima definizione di GWP riferito all’edificio, identificandolo come il parametro che misura il contributo complessivo dell’edificio alle emissioni che determinano i cambiamenti climatici combinando le emissioni di gas a effetto serra incorporate nei materiali da costruzione con le emissioni dirette e indirette rilasciate nella fase d’uso.
- All’articolo 2 fornisce una definizione puntuale del GWP: indicatore che quantifica il contributo potenziale al riscaldamento globale di un edificio nell’arco del suo ciclo di vita completo;
- All’articolo 7 stabilisce la necessità di calcolare il GWP in conformità all’Allegato III e la timeline entro cui il GWP debba essere inserito nell’ Attestato di Prestazione Energetica relativi agli edifici di nuova costruzione (01/01/2028 per gli edifici di area superiore ai 1000 mq, 01/01/2030 per tutti gli edifici a prescindere dalla superficie);
- All’Allegato III stabilisce come calcolare i GWP in relazione agli edifici di nuova costruzione;
- All’articolo 1 dell’Allegato V ribadisce come il GWP rientri tra i dati che debbono essere presenti nell’APE.
GWP e Regolamento 2026/52
Per quanto riguarda il Regolamento 2026/52, esso è dedicato proprio al GWP e consiste in un testo che sostituisce l’Allegato III alla EPBD IV, quello dedicato al calcolo del GWP per i nuovi edifici.
Il documento stabilisce che il GWP nel corso del ciclo di vita degli edifici di nuova costruzione è calcolato nel rispetto dei requisiti minimi al proprio interno e secondo le parti pertinenti della norma EN 15978 (EN 15978:2011 Sostenibilità delle costruzioni — Valutazione della prestazione ambientale degli edifici — Metodo di calcolo).
Viene inoltre precisato come il GWP nel corso del ciclo di vita debba essere:
- espresso in unità di kg CO2eq/m2 di superficie coperta utile;
- indicato nell’APE con un valore che rifletta lo stato dell’edificio “come costruito”;
- calcolato per ciascuna fase del ciclo di vita indicata come obbligatoria dal testo del Regolamento.
L’articolo 7 del Regolamento stabilisce che il calcolo del GWP nel corso del ciclo di vita deve includere almeno una serie di elementi edilizi e di le attrezzature tecniche. Tra queste, se ne segnalano due categorie di particolare interesse per il settore:
- alla voce “opere architettoniche interne o al coperto non strutturali”, in corrispondenza delle partizioni interne, sono citate porte interne, finestre interne e serrande avvolgibili e serrande ignifughe
- alla voce “opere architettoniche esterne non strutturali”, in corrispondenza degli elementi di facciata, sono citate finestre esterne, porte esterne, vetrine commerciali esterne e serrande avvolgibili e serrande ignifughe
L’articolo 8, che conclude il testo del provvedimento, riassume come il GWP nel corso del ciclo di vita dell’edificio debba essere comunicato nell’APE usando un formato che chiarisca i risultati per ciascuna delle seguenti fasi del ciclo di vita: Fase di produzione (A1-A3), Fase di costruzione (A4-A5), Fase di costruzione (A4-A5), Fase di consumo energetico durante l’utilizzo (B6), Fase di fine vita (C1-C4), Potenziale di riutilizzo, riciclo, recupero (D1) e Potenziali benefici e oneri delle risorse esportate (ad esempio energia elettrica, energia termica, acqua potabile) (D2).
GWP e serramenti
Sulla base dei contenuti evidenziati in relazione ai due testi suddetti, risulta evidente come il GWP diventerà a stretto giro un parametro fondamentale nell’ambito della caratterizzazione dei serramenti.
Da una parte la Direttiva EPBD IV indica l’obbligatorietà della caratterizzazione del GWP dell’edificio e del suo inserimento all’interno degli APE riferiti ai nuovi edifici, dall’altra il Regolamento 2026/52 indica come calcolare il GWP e i singoli elementi cui deve essere riferito: tra questi spiccano finestre interne ed esterne.
In altre parole, e concludendo: le nuove legislazioni imporranno che a breve il GWP diventi un parametro che dovrà caratterizzare comunemente i serramenti, per capirci come oggi avviene in relazione alla trasmittanza termica.


