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Approvato il PSC: la sostituzione dei serramenti si conferma al centro del Piano Sociale per il Clima

In un articolo di poco più di un anno fa (clicca qui) presentavamo i contenuti del Piano Sociale per il Clima PSC e gli strumenti di incentivazione che avrebbero dovuto accompagnarlo entro il 2026.

Il 4 Agosto scorso il relativo iter ha fatto un importante passo avanti attraverso l’approvazione del Piano da parte del Consiglio dei Ministri e il contestuale invio alla Commissione Europea che, a seguito della conclusione del negoziato, porterà all’approvazione definitiva.

Il Piano dà attuazione al Regolamento (UE) 2023/955, che ha istituito il Fondo Sociale per il Clima per accompagnare i soggetti più vulnerabili nella transizione energetica e attenuare gli effetti economici del nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS2).

Nello specifico come soggetti destinatari del PSC vi sono famiglie a basso reddito, utenti svantaggiati dei trasporti e microimprese vulnerabili.

La dotazione economica è pari a 9,346 miliardi di euro per il periodo 2026-2032, dei quali 7,01 miliardi provenienti da fondi europei e 2,34 miliardi da cofinanziamento nazionale, e si divide in tre filoni:

  • 3.295,23 milioni di euro destinati all’edilizia;
  • 4.626,54 milioni di euro destinati ai trasporti;
  • 1.340,00 milioni di euro destinati al Bonus sociale Energia Plus, strumento volto a sostenere le famiglie con ISEE fino a 25mila euro attraverso una componente tariffaria negativa in bolletta;
  • 85,00 milioni di euro destinati all’assistenza tecnica..

Il primo filone è ovviamente quello di maggiore interesse per il nostro settore e si sviluppa attraverso lo stanziamento di 1,95 miliardi di euro per la riqualificazione dell’Edilizia Pubblica Residenziale (ERP), di 1,25 miliardi di euro per la riqualificazione degli immobili delle microimprese vulnerabili e di 95,2 milioni per l’elettrificazione dei consumi domestici.

Tipicamente questi fondi sono volti a sostenere interventi di riqualificazione energetica che incidono sugli impianti e sull’involucro. In questo caso l’impiantistica è particolarmente presente, mentre a livello di involucro l’unico intervento previsto è quello relativo alla sostituzione di finestre comprensive di infissi. Sono stati infatti esclusi interventi sull’involucro previsti nelle precedenti formulazioni, quali ad esempio l’installazione del cappotto termico. Nello specifico le tipologie di interventi che possono beneficiare dei fondi sono:

  • sostituzione delle finestre comprensive di infissi;
  • installazione di sistemi di building automation;
  • impianti fotovoltaici con accumulo associati a pompe di calore in classe A+++;
  • pompe di calore aerotermiche, geotermiche o idrotermiche;
  • impianti solari termici;
  • allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
  • sistemi di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili.

Il contributo può coprire fino al 65% delle spese ammissibili, a patto che gli interventi determinino una riduzione di almeno il 30% dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, EPgl,nren, da dimostrare mediante confronto tra APE ante e post operam.

A livello di operatività, il PSC deve ancora essere oggetto di ulteriori passaggi dopo l’ok del Consiglio dei Ministri: infatti, dovrà essere completato il passaggio europeo e le singole misure dovranno essere disciplinate dai provvedimenti attuativi, che definiranno requisiti, spese ammissibili, procedure di domanda, soggetti gestori, regole operative e controlli.

 

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