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Cessione del credito Ecobonus serramenti. 12 domande a Enel X

La vicenda della Cessione del Credito assume nel caso di Enel X assume aspetti paradossali e inquietanti, meritevoli di un’interrogazione parlamentare: come può un’azienda controllata da Enel Spa stringere un accordo in esclusiva con….

La Cessione del credito dell’ecobonus previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita continua a essere l’argomento di discussione principale tra le aziende del Sistema Casa, e in particolare tra decine di migliaia di produttori e rivenditori di infissi. Oggi abbiamo pubblicato la lettera piuttosto accorata di un rivenditore di infissi che cortesemente ci ha trasmesso Anfit, Associazione per la Tutela della Finestra Made in Italy. Poco prima avevamo pubblicato i dettagli dell’accordo Enel X, marchio del Gruppo Enel impegnato sul futuro delle energie rinnovabili, e il produttore polacco Oknoplast, via Antenore srl, società commerciale di San Marino che ne promuove da svariati anni gli interessi con un’organizzazione permanente e stabile.

Da qualche mese Enel X sta promuovendo attivamente la cessione del credito per interventi di riqualificazione energetica dei condomini o interventi meno complicati come la sostituzione delle vecchie caldaie e l’installazione di climatizzatori, impianti fotovoltaici e pannelli solari termici.
Da qualche settimana è la volta dei serramenti.
Abbiamo espresso più volte la nostra contrarietà allo sconto in fattura ex articolo 10 del Decreto Crescita, così come scritto oggi, sostanzialmente per due ragioni: sottrae fortemente liquidità alle aziende, di solito PMI e microaziende, e ne destabilizza i bilanci. Solo pochi e grandi possono farcela. Ed è questo il caso di Enel X e del suo partner.

La proposta dello sconto diretto in fattura dell’ecobonus sta suscitando da alcuni mesi un grande dibattito. Confederazioni artigianali si sono rivolte alla AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla Commissione europea e ultimamente al TAR del Lazio, per cercare di stoppare un provvedimento – l’articolo 10 – che favorisce pochi e danneggia molti. Cinque Consigli Regionali -Toscana, Piemonte, Liguria, Lazio e Umbria – si sono espressi contro. Esistono al momento almeno una decina di progetti di legge in Parlamento per abrogare o modificare l’articolo 10.

Nel caso di Enel X la vicenda assume dimensioni ben più rilevanti essendo essa controllata di Enel Spa, società di cui lo Stato italiano, tramite il Ministero dell’economia e delle finanze, rimane il principale azionista col 23,6% del capitale sociale.

12 Domande a Enel X sulla cessione del credito

Da qui nasce la necessità urgente di porre, da giornalista, alcune domande a Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X. Eccole:

1- Corrisponde al vero che Enel X per l’acquisizione del credito di imposta da ecobonus previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita per l’area Serramenti ha stipulato un contratto di esclusiva o quantomeno un accordo quadro di esclusiva con la società polacca Oknoplast produttrice di serramenti per il tramite della società commerciale Antenore srl residente a San Marino?

2- È in grado Enel X, società controllata di Enel Spa, di dimostrare di aver analizzato con accuratezza il mercato italiano dei serramenti, di non avervi rinvenuto alcun produttore nazionale in grado di dimostrare competenze tecnologiche e commerciali almeno pari a quelle della società polacca e di essere stata costretta, quindi, a scegliere quest’ultima come partner della Cessione del credito?

3- E’ in grado Enel X di dimostrare di aver lanciato una gara d’appalto per l’acquisizione del credito Ecobonus ex articolo 10 del Decreto Crescita per l’area Serramenti utilizzando i servizi dei rivenditori Oknoplast?

4- E’ in grado Enel X di dimostrare di aver lanciato quantomeno un avviso di pubblico interesse per aprire l’operazione Cessione del credito a tutti gli operatori del settore serramenti interessati?

5- Corrisponde al vero che Enel X entra in gioco nella partita di cessione del credito Ecobonus 50% per essere fornitore dei rivenditori di finestre citati poco sopra di bombolette di schiuma poliuretanica di un valore esiguo -pochi euro per serramento – rispetto al valore di commesse di serramenti di migliaia di euro, con il limite minimo di 5000€ come imposto dal contratto con il rivenditore Oknoplast?

6- Se il punto 4 fosse vero, sorge immediatamente la domanda: come può Enel X acquisire un credito di imposta ben superiore al valore contabile delle merci cedute al rivenditore?

7- Si rende conto Enel X di aver già causato e di continuare a causare un danno irreparabile, economico e di immagine, agli oltre ventimila produttori italiani di infissi, industriali e artigianali, avendo preferito operare, secondo quanto ci costa in maniera esclusiva, con un solo produttore (che peraltro ha una quota di mercato pari allo 0,8%), per l’acquisizione del credito di imposta Ecobonus ex articolo 10 del Decreto Crescita?

8- Si rende conto Enel X di aver già causato e di causare un danno irreparabile, economico e di immagine, agli oltre 10 mila rivenditori di infissi che non vendono gli infissi dell’azienda polacca (ovvero il 95% dei rivenditori del mercato italiano) la quale ora si ritrova in una posizione dominante proprio grazie all’accordo di esclusiva con Enel X?

9- E’ a conoscenza Enel X del pronunciamento del 2 luglio AS1592 dell’ AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato relativo all’articolo 10 del Decreto Crescita in cui si afferma “L’Autorità rileva che la norma in esame, nella sua attuale formulazione, appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni”?

10- E’ disponibile Enel X ad aprire le operazioni di acquisizione del credito di imposta da Ecobonus serramenti agli altri operatori del mercato in modo da evitare posizioni dominanti non altrimenti giustificate?

11- Produttori e rivenditori di serramenti, cittadini italiani, detentori quindi “per interposto il Ministero dell’Economia e Finanze” di una importante quota parte di capitale sociale della controllante Enel Spa, chiedono a Lei, amministratore delegato di Enel X: quali sono gli obiettivi finanziari, economici e commerciali nonché di sostenibilità sociale di un’operazione che li danneggia gravemente?

12- Non ritiene l’amministratore delegato di Enel X che esistano seri motivi di opportunità sociale e politica per evitare di stringere un accordo esclusivo con un solo produttore e per desistere dal trasferire ricchezza nazionale sotto forma di Ecobonus a una società che non paga tasse in Italia e non crea lavoro in Italia pur operando da anni sul territorio nazionale, in maniera permanente e stabile, per via diretta dall’estero e per via la società commerciale di San Marino?

Con i migliori saluti

Ennio Braicovich                                                                                                                                      Direttore editoriale

 

a cura di Ennio Braicovich

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