Il tema del Piano Casa è di attualità sia in contesto Europeo, sia statale. Presentiamo gli sviluppi degli ultimi mesi in merito.
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il tema del Piano Casa è diventato di particolare attualità, sia a livello continentale, sia a livello statale.
La materia accende l’interesse da anni, in quanto la problematica della casa è trasversale ai diversi Paesi e alle diverse città, e si è notevolmente acuita negli ultimi anni a seguito di svariati fenomeni (fiammata inflattiva, gentrification, diffusione degli affitti brevi, regolamenti edilizi che “strozzano” la possibilità di realizzare nuovi edifici, eccesso di burocrazia, ecc.).
Per quanto riguarda l’Europa, il 16 Dicembre scorso la Commissione UE ha presentato il primo Piano Casa per l’edilizia abitativa accessibile (European Affordable Housing Plan), con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità.
Il Piano UE consiste in una strategia comunitaria volta a promuovere la costruzione di abitazioni, per rendere più produttivi e innovativi cantieri e ristrutturazioni, la semplificazione di regole e procedure per pianificazione urbana e titoli edilizi, l’attivazione di investimenti e la revisione delle norme UE sugli aiuti di Stato per facilitare il sostegno pubblico a progetti di edilizia accessibile e sociale.
Il Piano, quindi, si concentra sull’aumento dell’offerta abitativa, sull’attivazione di investimenti e riforme, sull’affrontare gli affitti brevi nelle aree sotto pressione abitativa e sul sostegno alle persone più colpite.
A tal scopo, in un’ottica decennale, la Commissione stima la necessità di mettere sul mercato indicativamente 650.000 abitazioni l’anno in aggiunta rispetto ai livelli attuali per un costo di circa 150 miliardi di euro l’anno.
Tutto ciò avverrà tramite 3 modalità: realizzazione di nuove costruzioni, riuso e riconversione di edifici esistenti verso destinazioni d’uso residenziali e ristrutturazione del patrimonio esistente. Esse saranno accoppiate a un pacchetto di sburocratizzazione di codici edilizi e procedure amministrative.
L’azione su questo tema è cara alla Commissione fin dal suo insediamento, con la nomina del primo Commissario per l’abitare nel Dicembre 2024 e porterà quest’anno allo svolgimento del primo Vertice UE sull’abitare.
Per quanto riguarda l’Italia, il tema è stato affrontato durante la conferenza stampa di inizio anno da parte del Presidente del Consiglio Meloni che ha indicato come il Piano Casa italiano punti a mettere a disposizione 100.000 nuovi alloggi nell’arco del prossimo decennio.
Per passare dalle parole, però, ai fatti si attendono un DPCM dedicato al tema e i relativi Decreti attuativi.
Monitoreremo con attenzione le evoluzioni su questo tema tanto in relazione al panorama continentale, quanto a quello statale.
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