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Bonus facciate: le dichiarazioni di Patuanelli e gli emendamenti in manovra

Bonus facciate: l’intervento del titolare del MISE Patuanelli e le proposte di modifiche al testo della bozza di Legge di Bilancio.

Del “Bonus Facciate ” abbiamo già parlato negli articoli del 22 Ottobre e del 6 Novembre, ma la situazione è in continua evoluzione e ci sono degli interessanti aggiornamenti.

Parla Patuanelli

È risaputo che la norma è stata fortemente voluta del MIBAC ed in particolare dal titolare del dicastero On. Franceschini. In questi giorni però sul tema è intervenuto anche il Ministro dello Sviluppo Economico On. Patuanelli, con affermazioni non banali.

Il titolare del MISE, come ANFIT e le riviste di settore avevano evidenziato fin dall’inizio, ha sollevato il problema della coesistenza tra questo nuovo strumento ed i bonus già presenti in ambito edilizio, come “Bonus Ristrutturazione”, “Sismabonus” e “Ecobonus”.

Il Ministro Patuanelli, riferendosi ad una palazzina in stile liberty, ha infatti affermato: “Se devo ristrutturare la facciata spendo molti soldi e certamente non posso metterci un cappotto esterno. Allora magari nel mio intervento decido di isolare internamente e, per accedere all’Ecobonus, decido di fare un pacchetto murario che abbia una capacità termica che mi consenta di accedere alla detrazione, portandomi dietro un beneficio in termini di risparmio energetico che è puntuale, ma anche collettivo. Io oggi col bonus facciate decido di non fare più il cappotto ma solo le facciate perché tanto ho un bonus più elevato. Questo può essere un elemento di criticità, ma stiamo valutando eventuali correttivi nel testo della legge di bilancio”.

Ciò comporta un duplice effetto: da una parte le caratteristiche del nuovo bonus andranno rivalutate con attenzione e armonizzate con le detrazioni esistenti, dall’altra i tempi di approvazione di questo nuovo strumento potrebbero allungarsi, travalicando la legge di Bilancio 2020.

Le conseguenze

La presa di posizione del Ministro Patuanelli affronta un aspetto importante (finora ignorato dal Legislatore), ma trascura il tema altrettanto spinoso del campo di applicazione. Infatti, pur essendo stati indicati dei riferimenti nella bozza di Legge di Bilancio, la definizione di quali interventi specifici possano rientrare nel “Bonus Facciate” non è tutt’ora nota con precisione ed il demandarla ad un pronunciamento da parte dell’AdE potrebbe acuire la situazione di incertezza già diffusa.

Gli emendamenti

Nel frattempo, si sono conclusi i termini per presentare le proposte di modifica alla Legge di Bilancio. Nel calderone di emendamenti presentati, vari affrontano il tema del “Bonus Facciate”. Di seguito ne analizziamo brevemente tre.

Il primo è a firma Girotto (lo stesso Senatore che ha anche presentato emendamenti in relazione all’Articolo 10 della Legge 58/2019 di cui abbiamo parlato qui) e subordina la possibilità di accesso alla detrazione (in questo caso di percentuale invariata rispetto al testo della bozza della Legge di Bilancio) alla presenza di una asseverazione di un professionista abilitato, che attesti come l’intervento consenta di raggiungere livelli di coibentazione in linea con quanto previsto dall’ecobonus.

Il secondo è a firma Santillo-Dell’Olio e mira ad escludere dal campo di applicazione dell’incentivo gli interventi di manutenzione ordinaria (tinteggiatura, etc.), collegandolo al D.P.R. 280/2001. Anche in questo caso il livello di incentivazione rimane invariato, ma a differenza dell’emendamento precedente, viene proposta l’introduzione di un tetto limite sull’importo dell’intervento, pari al doppio di quello indicato per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Inoltre, il presente emendamento limita gli interventi incentivabili a quelli relativi a “facciate principali degli edifici prospicenti spazi pubblici o direttamente in vista su di essi”.  Infine, questo emendamento apre la possibilità di cumulare l’importo finanziabile rispetto agli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico, prevedendo una specifica individuazione dei lavori per ogni singola pratica di incentivo, al fine di evitare sovrapposizioni.

Il terzo emendamento in materia è a firma Cioffi e prevede l’abbassamento della percentuale incentivata dal 90 al 65 %, nonché la possibilità di cessione della detrazione per un numero massimo di dieci volte.

Ricapitolando

La presa di posizione del titolare del MISE e gli emendamenti alla Legge di Bilancio presentati affrontano i punti più critici del “Bonus Facciate”, ma con soluzioni molto diverse tra loro. Risulta quindi difficile dare un giudizio in questo momento, considerando anche il travagliato iter che attende la manovra. Due cose però si possono considerare abbastanza sicure: da una parte il fatto che questo strumento potrebbe portare sia grandi benefici, che contraddizioni gravi (dipende da quale sarà la versione finale del testo) e dall’altra che da qui alla fine dell’anno ci ritroveremo ancora a parlare di questo tema.

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